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messo sul sito il 26/06/2006


Questo testo è la trascrizione d’un messaggio trasmesso oralmente da Henri VIAUD-MURAT, tramite registrazione su audiocassetta. Per rispettare la spontaneità del contenuto, è stata conservata l’integralità della registrazione orale, salvo alcune minore modifiche che erano necessarie alla comprensione del testo scritto.



L'amarezza

Le conseguenze gravi e spesso insospettabili dell'amarezza nel cristiano



            Sapete, quando qualcuno annega, bisogna tirarlo fuori dall'acqua e una volta tirato fuori, bisogna tirar fuori l'acqua che è rimasta nel suo corpo. È una buona immagine di quello che il Signore fa con noi. Quando ci tira fuori dal mondo, ci salva dalla perdizione, dalla morte, dall'annegamento. In seguito, trascorre un certo tempo a sbarazzarci da quello che avevamo lasciato entrare del mondo, cioè un sacco di cattive cose. Egli cambia il nostro cuore ed il nostro spirito, ma ci sono ancora cose che occorre togliere dalle nostre vite. Occorre una purificazione completa fino a che non assomigliamo completamente a Gesù. E' questo il Suo scopo. Non mi stancherò di ripetere che il Signore è all'opera in ciascuna delle nostre vite, per sbarazzarci di tutto ciò che non gli piace, e per farci crescere giorno dopo giorno a immagine di Gesù. Dal momento che abbiamo capito questo, accettiamo il trattamento del Signore. Non solo lo accettiamo ma lo desideriamo. Diciamo : « Signore, non voglio rimanere qui dove sono, voglio che Tu mi conduca proprio la dove Tu vuoi, con i mezzi che Tu stesso hai scelto e che Tu faccia un lavoro profondo ». Volete che il Signore faccia un lavoro profondo nelle vostre vite ? Allora non bisogna lamentarsi, poiché dal momento in cui ci lamentiamo, significa che non accettiamo ciò che il Signore sta facendo. Persino quando il diavolo ci attacca è stato permesso da Dio poiché Egli ha un piano per noi. Egli vuole insegnarci qualcosa. Non abbiamo il diritto di lamentarci dato che la Parola di Dio dice : « Rendete grazia in ogni cosa e per ogni cosa in Gesù Cristo, perché questa è la volontà del Padre vostro per voi. » Capite l'insegnamento che dobbiamo ritenere ? Non siamo naturalmente abituati a farlo quando veniamo al Signore. Egli cambia il nostro cuore, è vero, ci da nuovi desideri, ma poi vuole insegnarci a camminare come Gesù.

 

            Questa sera vorrei parlarvi di qualche cosa che paralizza la vita di molti cristiani e di cui abbiamo bisogno di essere sbarazzati al più presto. Di solito, è all'inizio della vita cristiana che si effetua questa pulizia. In seguito, il Signore continua a perfezionarci fino al Suo ritorno. Ma all'inizio, sapete com'è, quando si pulisce qualcosa, si inizia a togliere il grosso e poi si va nei dettagli, e poi negli ancor più piccoli dettagli, fino alla fine, fino alla perfezione. E' questo il lavoro che il Signore vuole fare nelle nostre vite.

 

            Questa sera, dunque, vorrei parlarvi dell'amarezza. L'amarezza e il suo opposto. Qual'è il contrario dell'amaro ? L'opposto di ciò che è amaro è ciò che è dolce. Entrambe le nozioni ci parlano di qualcosa che è sensibile al gusto. Quando mangiamo qualcosa di dolce come il miele, è piacevole (quando non se ne mangia troppo). Ma sul piano spirituale, l'amarezza, nella Bibbia e nella nostra vita, può significare due cose molto diverse e da non confondere. L'amarezza significa due cose ben distinte.

 

            Una prima definizione dell'amarezza, è ciò che è duro, difficile, doloroso da sopportare : una prova penosa, una situazione difficile, un lutto, una persecuzione, ecc… Una situazione in cui proviamo davvero angoscia, proviamo qualcosa di molto difficile, un dolore; insomma tutto ciò che riguarda qualcosa di penoso da sopportare e che quindi ha un gusto amaro per la nostra vita. Questa è una cosa, e costantemente nella Bibbia, vediamo diversi uomini e donne attraversare un crogiolo difficile, una prova, una fornace nella quale hanno conosciuto l'amarezza della prova.

 

            Ad esempio, nel libro di Ruth, vi è un caso di amarezza che ci è stato riportato. Ruth era una moabita, originaria del paese di Moab, ma sua suocera era origninaria d'Israele. Questa suocera si chiamava Naomi. Naomi significa dolcezza. Vi era stata una carestia in Israele, non c'era più niente da mangiare e Naomi era andata via d'Israele. I moabiti erano un popolo escluso d'Israele ma aveva pane in quel momento. Allora Naomi partì assieme al marito e ai suoi due figli. Sul posto entrambi i figli si sposarono con delle moabite. In seguito, Naomi perse marito e figli ritrovandosi sola con le nuore moabite. Questo fù per lei una grande prova. Un giorno, venendo a sapere che vi era di nuovo del pane in Israele, Naomi disse alle nuore : « Ascoltate, ora tornerò nel mio paese poiché c'è di nuovo del pane ma voi restate qui a casa vostra ». Una preferì restare ma l'altra, Ruth, disse : « io ti seguirò ». Aveva un cuore aperto e pieno d'amore la piccola Ruth e voleva accompagnare la sua povera suocera, laquale aveva dovuto affrontare una prova così grande. Fanno dunque il viaggio insieme e arrivano a Betlemme, che era la città di Naomi.

 

            Nel primo capitolo del libro di Ruth, al versetto 19, leggiamo : Fecero il viaggio assieme fino al loro arrivo a Betlemme, tutta la città fu commossa per loro. Le donne dicevano : « E' proprio Naomi ? E lei rispondeva : « Non mi chiamate Naomi, chiamatemi Mara, poiché l'Onnipotente m'ha riempita d'amarezza ». Mara significa : amaro, amarezza. Avete notato quello che ha detto ? ":... l'Onnipotente m'ha riempia d'amarezza." Dice proprio che è stato il Signore a farle attraversare prove terribili, e ha avuto molta difficoltà a rialzarsi. Più in avanti vediamo quanto sia stata benedetta attraverso la nuora e della benedizione che proprio questa nuora fedele ha fatto entrare nella sua casa. Alla fine della sua vita, è stata nuovamente ricolma di gioia e di pace. Ma sul momento, aveva il cuore pieno d'amarezza a causa delle sofferenze e delle grandi prove che aveva dovuto subire. Tuttavia, lo scopo del Signore non era quello di lasciarla nell'amarezza. Il Signore l'aveva riempita d'amarezza poiché aveva le Sue ragioni. Perché aveva Egli permesso che suo marito e i suoi figli morissero ? Vi erano sicuramente delle ragioni che Egli ha dovuto farle capire in seguito. Naomi si era stabilita in un paese pagano, empio. I suoi figli si erano sposati con delle pagane. Alla fine, ne è risultato una benedizione per lei, ma non sappiamo perché il Signore ha permesso le prove, ma è stato Dio a volerlo, questo è certo. Questo è un tipo di amarezza che fa parte del piano del Signore per noi, poiché Egli vuole purificarci e farci crescere, ed è ciò che ha fatto nella vita di Naomi.

 

            Ho osservato nella Bibbia parecchi casi di persone che venivano davvero guidate da Dio in grandi prove, e che hanno avuto il cuore pieno d'amarezza. In 1 Samuele 1 :10 leggiamo che Anna non aveva figli. Era sposata ad un uomo che aveva due moglie, e l'altra donna aveva figli e la prendeva in giro. All'epoca un uomo poteva avere due moglie. Era permesso da Dio, ma ora non lo è più. Anna desiderava tanto avere figli, era molto afflitta. Il suo cuore era pieno d'amarezza. Si recò nella casa di Dio, la dove vi era la presenza del Signore. Nel primo capitolo di 1 Samuele al versetto 9 è scritto : "Dopo che ebbero mangiato e bevuto, Anna si alzò. Il sacerdote Eli stava in quell'ora seduto nella sua sedia all'entrata del tempio del Signore. Lei aveva l'anima piena di amarezza e pregò il Signore dirottamente. Fece un voto e disse : O Signore degli eserciti, se hai riguardo all'afflizione della tua serva e dai alla tua serva un figlio maschio, io lo consacrerò al Signore per tutti i giorni della sua vita". Il suo dolore riempiva il suo cuore d'afflizione e d'amarezza.

 

            Nel libro delle Lamentazioni di Geremia è uguale. Non leggerò questo passo perché passerò subito al libro di Giobbe. Voi conoscete la vita di Geremia, le sofferenze che ha dovuto sopportare lui, da solo, profeta dell'Eterno in mezzo ad un popolo che andava alla deriva. Vedeva avvicinarsi la distruzione di Gerusalemme. L'ha vista con i suoi occhi, ha visto questa bella città dell'Eterno ridotta in ceneri, i giovani, i vecchi e i bambini massacrati dai nemici. Geremia ha versato lacrime dicendo : "E' un otre che cola dai miei occhi, un otre pieno ". Nel libro delle Lamentazioni al capitolo 3, versetto 15, dice di essere pieno d'amarezza e che versa lacrime d'amarezza di fronte a tutte le sofferenze che ha potuto vedere con i propri occhi.

 

            Guardate Giobbe, eccone un altro che è stato messo alla prova da Dio. Giobbe era un uomo perfetto dinanzi a Dio, li mancava un qualcosa, bensì era un uomo integro. Non commetteva peccato. Ma ecco che un giorno gli capitano tutte le sventure. Perde i figli, la fortuna, perde il bestiamo, le mandrie, tutto. E per di più si ritrova con una malattia incurabile laquale lo faceva soffrire enormemente. Il capitolo 7, versetto 11, dice : "Io, perchiò, non terrò chiusa la bocca ; nell'angoscia del mio spirito io parlerò, mi lamenterò nell'amarezza dell'anima mia ." Lamentele e gemiti che escono fuori perchè soffre troppo! E' pieno d'amarezza della sofferenza, della prova. Era difficile ! Una viva afflizione !

 

            Anche Ezechiele ha sofferto molto ! Ha conosciuto la deportazione, la distruzione del suo popolo. Nel libro di Ezechiele, al capitolo 27, versetto 31, egli parla della distruzione di Tiro e dice :"A causa di te si raderanno il capo, si vestiranno di sacchi ; per te piangeranno con amarezza d'animo, con cordoglio amaro." È sempre la stessa cosa, è gente immersa nell'angoscia perchè hanno perso la famiglia o il loro paese o la loro città. Hanno perso tutto, e in questa afflizione, nell'amarezza della loro anima, risentono un'autentica angoscia e piangono.

 

            Quindi è normale provare una grande angoscia ed avere il cuore pieno d'amarezza quando ci ritroviamo in una prova simile. Gesù tornerà per consolare coloro che sono afflitti. Egli ha detto : "Beati gli afflitti poiché saranno consolati." Durante il periodo d'afflizione, può capitare di sentirci pieni di un'amarezza che non deriva dalla cattiveria del nostro cuore, ma che deriva dalla difficoltà della prova. Sono pianti e lamenti che escono fuori dai nostri cuori, poichè la situazione è difficile da sopportare e abbiamo bisogno di soccorso da parte del Signore per essere consolati. Dio è il gran Consolatore. Quando Dio entra nella nostra vita e ci vede in questo tipo di amarezza, il desiderio del Suo cuore, è quello di portarci alla consolazione come ha fatto con tutti coloro che ho citato prima . Rut, Anna, Geremia, Giobbe, Ezechiele hanno sofferto, ma ad un certo punto, nel più profondo delle loro sofferenze, il Signore è venuto incontro a loro e ha finito per dar loro consolazione. Dando loro consolazione, Egli ha tolto l'amarezza dal loro cuore, trasformandola in gioia. Questo è lo scopo del Signore. Non dobbiamo mai dimenticare, cari fratelli e sorelle, che quando attraversiamo una prova, questa è permessa da Dio. Possiamo ritrovarci nell'amarezza della prova, ma non dobbiamomai dimenticare che per il Signore non è mai la destinazione finale. Non dobbiamo rimanere definitivamente nell'amarezza della sofferenza. Dio ha promesso di consolarci. Giobbe disse : "Egli mi può distruggere, posso morire e posso essere consumato dalla malattia, ma so che i miei occhi vedranno il mio Salvatore. So che un giorno, i miei occhio Lo vedranno." Malgrado tutte le prove, Giobbe aveva questa reazione di fede nella sua sofferenza e nella difficoltà. Questo gli permise di dire : "Mantengo la fiducia in Dio, non capisco cosa mi sta accadendo, ma ho fiducia nel mio Dio. Lui me ne tirerà fuori e mi farà conoscere la gioia. Dopo l'amarezza, conoscerò la dolcezza della consolazione del Signore". Quindi non giudichiamo coloro che si trovano nella sofferenza e nell'afflizione, poiché il Signore ci dice di piangere con coloro che piangono e di partecipare alle loro sofferenze. Dobbiamo circondarli con tanto affetto, come il Signore fa con noi.

 

            In Proverbi 17:25, leggiamo : "Un figlio stolto fa l'amarezza di sua madre." Ancora una grande sofferenza ! È un gran dolore per i genitori vedere i figli prendere la cattiva strada. Ma che gioia al momento della consolazione, quando li vediamo voltarsi verso il Signore. Che gioia nel cuore !

 

            Dunque, riguardo questa prima amarezza, non direi sia buona, perché è amara, ma diciamo che non ha connotazione cattive nel senso che non proviene da un cattivo cuore. È semplicemente la prova che ci cade addosso.

 

            Mentre c'è una seconda amarezza, ed è su quest'ultima che voglio insistere di più. Perché questa è l'amarezza la più pericolosa e provoca conseguenze più catastrofiche. È un'amarezza che deriva da un cuore pieno d'animosità, di cattiveria e di acredine. Un cuore che tenta di ferire; un cuore che forse è stato ferito da qualcosa che gli è accaduto e per questo ha lasciato una cattiva amarezza entrare nel suo cuore, e questa amarezza è riuscita dalla bocca attraverso il comportamento. Infatti, non è una cosa buona, è una cattiva amarezza che tenterà di vendicarsi, di ferire, di far del male. E' una cattiva fonte che esce dal cuore. Il Signore ci dice che tutto ciò che esce dalla nostra bocca viene prima dal dentro. Se il cuore è buono, ciò che uscirà dalla bocca sarà buono.

 

            Nell'epistola di Giacomo, al capitolo 3, versetto 8, leggiamo : »ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio. Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni ". Stati attenti alle parole che utilizza : "Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. Fratelli miei, (quindi parla ai cristiani, ed è proprio ai cristiani che questo accade) non dev'essere così.". Qui è Gesù che ci parla, dicendoci : « Non è questo che voglio vedere nella tua vita. Da questa bocca che è stata creata da Dio per lodare il Signore non debbono uscire maledizioni. La fonte fa forse sgorgare dalla stessa apertura acqua dolce e acqua amara ? » Egli associa l'acqua dolce alla benedizione e l'acqua amara alla maledizione. Quindi una bocca amara, è una bocca che manda maledizioni ! Se voi andate su una bella montagna, bella pulita e vi trovate vicino ad una bella fonte, è impossibile che dalla stessa fonte esca allo stesso tempo acqua sporca e acqua pulita. O è l'una o è l'altra. Se un giorno ne esce acqua pulita e che qualche minuto dopo ne esce acqua fangosa, ciò significa che ci sono per forza due condotti. Una proviene da un'origine pulita e l'altra da un origine più scorca finché non finiscono col mescolarsi. Questo non è normale. Dal cuore del cristiano deve scaturire solo benedizione. Non vi deve essere più la minima traccia d'amarezza. Può un fico produrre olive ? Conoscete il gusto dell'oliva non trattata ? Invece, il fico è dolce. Ora, è ovvio che se trattiamo l'oliva possiamo trarne qualcosa di buono. Quindi quando il Signore ci fa passare attraverso un Suo trattamento, è per eliminare l'amarezza.

 

            Giacomo aggiunge, al capitolo 3, versetto 13 : "Chi fra voi è saggio e intelligente ?". Da qui si capisce che la soppressione dell'amarezza in noi dimostrerà che abbiamo raggiunto la sagezza e l'intelligenza di Dio. Se siamo saggi ed intelligenti, l'amarezza scomparirà dalla nostra vita, dalla nostra bocca, dal nostro cuore. "Chi fra voi è saggio e intelligente ? Mostri con la buona condotta le sue opere compiute con mansuetudine e saggezza". Quindi se la saggezza è associata alla dolcezza, l'amarezza a che cosa è associata ? Qual'è l'opposto della saggezza ? La pazzia ! Il cristiano che ha un cuore amaro è un cristiano pazzo, insensato. Non se ne rende neanche conto. E' pura follia Dio, ma spesso non ce ne rendiamo conto. L'amarezza è una maledizione, è una fonte di morte, di tenebre, di distruzione per noi e per gli altri. Giacomo aggiunge : " Ma se avete nel vostro cuore amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate e non mentite contro la verità. Questa non è la saggezza che scende dall'alto ; ma è terrena, animale e diabolica". L'amarezza viene dal diavolo, dalla carne. Nel principio, la nostra carne creata da Dio, era pulita, era pura. Ma quando il peccato è entrato con la tentazione, la carne è diventata diabolica. Questo tipo d'amarezza è sgradevole al gusto degli altri, di Dio, e anche di noi stessi.

 

            In Giacomo 3:16, leggiamo : "Infatti dove c'è invidia e contesa, c'è disordine e ogni cattiva azione." Quindi l'amarezza è associata alla maledizione, al disordine, alla morte, alle cattive azioni di ogni tipo e alla pazzia.

 

            "La saggezza che viene dall'alto, anzitutto è pura, (come una fonte che staturisce proprio dal cielo, dal trono di Dio) poi, pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti". La dolcezza del carattere di Gesù è associata alla purezza, alla pace, alla moderazione. Dobbiamo evitare gli estremi : lo zelo amaro, non è la pace del Signore. "Beati coloro che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio".  La dove si trova un figlio e una figlia di Dio, la deve regnare la pace del Signore. Anche se vi sono parole a volte taglienti (come quelle di Gesù, non se le tratteneva), anche se vi sono azioni che possono essere decise, tutto questo si svolge nella pace del Signore e questa pace riempie il cuore di colui che pronuncia queste parole pacifiche, moderate, concilianti (si cerca l'accordo, la concilizione) e piene di misericordia.

 

            La misericordia sta benissimo con la severità. I due migliori professori che io abbia conosciuto erano quelli che erano i più severi e più misericoriosi allo stesso tempo. Potevano dire ai propri allievi : « Non lascerò passare niente, piccolo mio, con me imparerai. Ma sai, ho un cuore misericordioso, so ammettere l'errore, so darti una seconda ed una terza chance. Posso aiutarti, ti mostrerò il cammino, ma ci sarà sempre dientro di te una mano ferma». Erano i migliori professori. Altri erano gentili, ma ci lasciavano far tutto, era il disordine. Altri erano severi ma senza amore, non andava nemmeno bene perché gli studenti non avevano voglia di stare con loro.

 

            Abbiamo un maestro che è Gesù. Egli usa allo stesso tempo fermezza assoluta e amore. Entrambi sono associati : la giustizia, la severità di Dio, l'amore e la compassione del Signore. Nella vita del cristiano deve essere così. Non vi è traccia d'amarezza nel carattere di Gesù, se non il primo tipo di amarezza di cui vi ho parlato, cioè l'amarezza della sofferenza della Croce ed il fiele che ha assaggiato. Ma non era l'amarezza che usciva da un cuore malvaggio.

 

            Leggo la fine del versetto 17 : "piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia" Ciò significa che l'amarezza viene associata all'ipocrisia. Colui che ha un cuore amaro avrà tendenza ad essere ipocrita poiché non vuole mostrare ciò che ha in fondo al cuore. Il religioso era pieno d'amarezza, di gelosia ma non la dava a vedere. Era nascosto nel profondo del suo cuore. E Gesù gli disse : « Avete la facciata bell'imbiancata come le tombe dipinte con una bella pittura bianca, ma all'interno siete pieni di ossa marci », cose maleodoranti. Cari, non bisogna essere così al cospetto del Signore. "Il frutto della giustizia viene seminato nella pace da coloro che cercano la pace.". L'amarezza associata all'ipocrisia è il prodotto d'un cuore cattivo e malvagio. Quando il Signore ci ha cambiati, ci ha dato un cuore nuovo. E da quel momento ci chiede d'imparare a camminare non più per la carne, ma per lo Spirito. L'amarezza causa troppo guai, è un fiele amaro. Quando apparteniamo al Signore, non abbiamo bisogno di aver un cuore cattivo.

 

            In Geremia 4, al versetto 18, leggiamo : "Il tuo procedere e le tue azioni ti hanno attirato queste cose ; questo è il frutto della tua malvagità ; si, è amaro ; si, è una cosa che ti penetra fino al cuore." Geremia spiega bene che l'amarezza è il prodotto della cattiveria. In realtà, un cuore amaro, è lo stato normale di chi non conosce Gesù. Era la nostra condizione quando non conoscevamo Gesù. Avevamo un cuore non rigenerato, un cuore naturalmente pieno d'amarezza.

 

            Notate ciò che dice Paolo in Romani 3 :10, descrivendo infatti lo stato di colui che non conosce Gesù : "Non c'è nessun giusto, neppure uno." Associa ancora l'amarezza alla maledizione. "Non c'è nessuno che capisca, non c'è nessuno che cerci Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti. Non c'è nessuno che pratichi la bontà, non, neppure uno. La loro gola è un sepolcro aperto ; con le loro lingue hanno tramato frode. Sotto le loro labbra c'è un veleno di serpenti. La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza. I loro piedi sono veloci a spargere il sangue."

 

            Non bisogna giocare con l'amarezza ! Attenzione fratelli e sorelle, vi sto dicendo una cosa seria, non bisogna giocare con l'amarezza poiché trascina dietro di se la maledizione. Non crediate che sia una cosa leggera, benigna. Non dobbiamo lasciare esprimere l'amarezza. Certi dicono : « E' normale, è la natura umana, passerà, mi conosco, è solo una piccola reazione… »… E siamo indulgenti con l'amarezza. Questa viene associata allo spirito di litigio, di animosità, ad uno spirito di vendetta, di rabbia, ecc. L'amarezza che viene dalla carne produce tutti questi tipi di reazioni. La fonte di queste reazioni è l'amarezza.

 

            In Atti 8: 13, leggiamo : "Simone credette anche lui". Simon praticava magia, stregoneria. Era un uomo molto potente. Poi si converti : Dopo essere stato battezzato, stava sempre con Filippo." Crede e viene battezzato. Gesù disse : "Colui che crede e viene battezzato sarà salvato". Quindi, secondo la definizione che Gesù da Egli stesso, Simone è salvato. Era cristiano, ma non aveva il cuore svuotato da tutto quello che c'era ancora dentro. Non so cosa né fu di lui in seguito, ma mi auguro per lui che si sia pentito sinceramente poiché aveva voluto comprare il dono dello Spirito Santo con i soldi e ciò non piacque affatto ne allo Spirito Santo, ne a Pietro, dato che al versetto 20, Pietro gli disse : "Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro il dono di Dio (i doni di Dio sono gratuiti). Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna (ascoltate bene) ; perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Ravvediti dunque di questa tua malvagità (vi era dunque per lui una via d'uscita) ; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti perdoni il pensiero del tuo cuore. Vedo infatti che sei pieno d'amarezza e prigioniero d'iniquità". Vi rendete conto del peccato atroce di Simone, il quale voleva comprare il dono dello Spirito Santo ?

 

            Oggi, conosco un certo numero di denominazioni in cui si dice : « Non è poi così grave, questa frase, è uno appena convertito. Bisogna comunque lasciargli tempo, non è mica così grave …». Mentre Pietro la vede estremamente grave. Dato che Simone si era appena convertito, Pietro considerava normale che avesse una buona reazione immediatamente. Non aveva bisogno di aspettare ;vent'anni di purificazione e d'insegnamento cristiano per avere un cuore retto. Pietro riconosce subito il suo cuore contorto e gli dice : " Vedo infatti che sei pieno d'amarezza e prigioniero d'iniquità". Il suo peccato era causato dall'amarezza. Non so come quest'amarezza sia potuta entrare nel cuore di Simone, proprio non lo so. Vi erano sicuramente delle ragioni, forse era stato maltrattato, forse considerava che non lo si trattava a dovere, che lo si doveva mettere su un piedistallo. Aveva certamente avuto esperienze che lo avevano inacidito. La magia non aveva sicuramente riempito il suo cuore di pace e di dolcezza, questo è certo ! Doveva essere farcito di legami demoniaci e di demoni. Ma gli era possibile, se avesse avuto il cuore retto, non appena convertito, avere parole rette, malgrado il fatto che non fosse molto avanzato riguardo Dio. Se hai avuto una conversione onesta e seria, Dio chiede che tu abbia un cuore retto, malgrado il fatto che tu non sia ancora perfetto e che puoi fare molte cose che risultano sgradevoli. E se hai un cuore retto, l'amarezza non ci sarà nel tuo cuore, non uscirà con parole come quelle pronunciate da Simone. A questo punto, Simone inizia ad avere paura : "Pregate voi stessi per me affinché non mi accada". Pietro discerneva molto bene che un uomo come Simone sarebbe stato una fonte d'infezione per tutta la chiesa se non risolveva subito la facenda dinanzi a Dio col pentimento e la preghiera.

 

            In Ebrei 12 al versetto 14 è scritto : "Impegnatevi a cercare la pace con tutti" (sapete che la pace è associata alla dolcezza; che il litigio è associato all'amarezza del cuore, ) e ricercate la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore." L'amarezza non è segno di santificazione ! Ed aggiunge : "vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio ; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati." Associa l'amarezza al turbamento e all'infezione. L'infezione è qualcosa che sta marcendo. L'amarezza esce direttamente dal cuore di Satana, ed è qualcosa che ha tendenza a produrre polloni, a svilupparsi come erba cattiva che induce alla morte. L'infezione è la morte. In un dato corpo, se non si ferma la fonte dell'infezione, questa si propaga in tutto il corpo. L'infezione si estende e si propaga in tutta la chiesa del Signore, nell'intera vita del cristiano.

 

            Non c'è niente di più pietoso che vedere un cristiano che arriva alla fine della sua vita con un cuore pieno di amarezza. Amarezza, commiserazione di se stesso, lamento, nulla che vada, si vede tutto in nero, continue critiche, solo critiche, solo cose che non vanno, non esce altro che amarezza. E' terribile vedere una vita da cristiano arrivare a questo stato. E' qualcuno che all'inizio non si è reso conto che c'era una piccola fonte che iniziava a sgorgare; una fonte di amarezza, d'animosità, di critica. Questa fonte ha pian piano infettato tutta la sua vita. Non vorrei dare a questi cristiani molta speranza del rapimento, tanto meno la garanzia di mantenere la salvezza. Avete notato come Pietro si è rivolto a Simone ? Lo scuote severamente ma aggiunge immediatamente : « pentiti e prega ».

 

            Con Dio, non è mai fin dall'inizio una porta chiusa. Ma questa porta può chiudersi definitivamente come per Esaù (Ebrei 12, al versetto 17) "vigilando bene… che nessuno… come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. Infatti sapete che anche più tardi, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto, sebbene la richiedesse con lacrime, perché non ci fu ravvedimento". Anche per gli ebrei nel derserto, vi è stata una lunga serie di disobbedienze e ribellioni. Infatti si sono soffermati ad un certo punto vicino ad una fonte amara, che si chiamava Mara. Da questa fonte scaturì l'amarezza nel cuore poiché non potevano bere acqua buona. Fu solo quando Mosè fece sgorgare l'acqua pura dalla roccia che ritrovarono la pace nel cuore. Ma questi ebrei erano sprofondati nell'amarezza a causa, da una parte dalle difficoltà e dall'altra parte dal fatto che avessero lasciato i loro cuori riempirsi d'una cattiva reazione che si chiama amarezza. Certo che vivevano cose non facili : il deserto, niente acqua dolce, niente da mangiare se non la manna o cose del genere. Erano situazioni difficili per loro, ma Dio li metteva alla prova per vedere cosa c'era in fondo ai loro cuori. Hanno lasciato l'amarezza riempire i loro cuori e come sono andati a finire ? Sono tutti morti nel deserto tranne coloro che avevano mantenuto la fede in Dio, e che avevano il cuore pieno di speranza e di fede ; che non si erano lasciati smontare dai giganti del paese, ne dalle prove e dalle difficoltà, che non si erano lasciati invadere dalle critiche e le recriminazioni contro Dio e contro gli altri. L'amarezza ha sempre una causa ; una causa che a noi pare giusta. Quando veniamo trattati male o quando ci sembra di essere trattati ingiustamente, questo è il momento in cui l'amarezza della carne è pronta ad uscir fuori più facilmente. E se non badiamo a stare attenti ed a uccidere quest'amarezza fin dall'uovo, questa infetterà tutto il Corpo di Cristo. Bisogna avere le papille spirituali esercitate per riconoscere ciò che stiamo bevendo. Non appena sentiamo un piccolo gusto d'amaro, bisogna dire : "Signore, non va bene. Sto bevendo un'acqua che non proviene dalla Tua fonte. Questo proviene dalla fonte di Satana. Signore, voglio lasciarmi riempire dalla Tua di fonte, la fonte buona ! Quella che scaturisce da Gesù ! "

 

            Ora parlerò un pò della dolcezza, dato che è il contrario dell'amarezza. La dolcezza è il carattere stesso di Gesù. In Lui vi è anche la fermezza, ma prima di tutto vi è la dolcezza. La dolcezza è ciò che è dolce, gradevole, spiritualmente dolce. Esiste una dolcezza carnale che non è affatto piacevole ; una dolcezza leziosa, senza colonna vertebrale, una dolcezza che non è quella spirituale di Gesù. La dolcezza di Gesù è meravigliosa, è piena di compassione e di buoni frutti.

 

            In 1 Pietro 3, al versetto 3, è scritto : "Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell'intrecciarsi i capelli, nel mettersi addossso gioielli d'oro e nell'indossare belle vesti, (i comportamenti esterni dolci, piacevoli, ipocriti) ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore." Ecco, questo è il contrario dell'amarezza. Qui si tratta di una donna dal cuore dolce e pacifico, e parla di donne che hanno mariti difficili. Questo è causa d'amarezza per tante donne, tranne per quelle che non lasciano il proprio cuore farsi invadere da questa amarezza, e che mantengono un cuore di una purezza incorruttibile di dolcezza e di pace. Quindi, cari, qualunque siano le cose che ci accadono, che abbiamo un marito o una moglie difficile, o una chiesa difficile, o un pastore tremendo, o avvenimenti che ci accadono, ciò che conta per Dio, è che la fonte (il nostro cuore, le fonti della vita vengono dal cuore), che la fonte venga conservata pura da ogni amarezza, nella pace e nella purezza. E per questo dobbiamo restare in comunione con Gesù, la fonte di vita, il quale è la pace stessa, il quale è la fonte di vita.

 

            E' scritto : "la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico." Qui, la dolcezza viene associata alla pace. L'amarezza è sempre associata alla guerra. Un zelo amaro e uno spirito di litigio vanno sempre insieme. Quando vedete un cristiano in guerra (tranne quando questo è pieno di Spirito Santo e che è in guerra contro Satana), in guerra contro tutti, potete essere certi che vi è amarezza nel suo cuore. Il cristiano pieno di Spirito sarà come Gesù. Sarà in guerra contro il peccato, sarà in guerra contro il diavolo, ma non sarà in guerra con un zelo amaro per giocare a Zorro nella chiesa e per spaccare tutto, affinché fili tutto liscio come l'olio. Questo è lo zelo amaro, lo spirito di litigio. Quando siamo ripieni dello Spirito di Gesù, abbiamo la dolcezza, la capacità di rimproverare gli altri nello Spirito del Signore, con dolcezza.

 

            In 2 Timoteo 2: 25, il Signore ci chiede di esortarci gli uni gli altri. Esortarci, significa rimproverarci quando qualcosa non va. Bisogna farlo. Colui che non lo fa pecca davanti a Dio. Ma bisogna farlo con dolcezza, poiché se c'è amarezza nel nostro cuore, non siamo qualificati per rimproverare i nostri fratelli, poiché li rimprovereremo con uno spirito di litigio, e questo andrebbe ad aumentare il problema. Quindi se iniziamo a rimproverare gli altri, bisogna farlo dopo aver accuratamente badato a che l'amarezza non si trovi nel nostro cuore, almeno nel momento in cui si sta rimproverando, altrimenti si introduce il litigio. Vale lo stesso per coloro che sono rimproverati : badate a che l'amarezza non entri proprio in quel momento, poiché è l'occasione adatta che ha il diavolo per infilarcela. In 2 Timoteo 2, al versetto 25, Paolo parla dei servi di Dio e dice a quel servo lì : "deve istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza, che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità, in modo che, rientrati in sé stessi, escano dal laccio del diavolo". Il Signore ci esorta ; è un insegnamento, non ci si arriva al primo colpo. Ma il Signore vuole fare di noi uomini e donne ripieni della dolcezza di Gesù, capaci di esortarci gli uni gli altri e capaci di rimproverci con dolcezza affinché il pentimento possa agire. Perché se vi è uno spirito di litigio, lo Spirito Santo se ne va e non c'è pentimento, è evidente ! Avete mai assistito a litigi tra cristiani ? O a voi, da cristiani, vi è mai capitato di litigare ? Avete notato quanto è difficile quando vi è un litigio tra cristiani ? O tra marito e moglie ? Bisogna aspettare un pò affinché torni la pace e che lo Spirito Santo ci parli dicendo : « Ora chiedi scusa ». Ma non possiamo chiedere scusa quando abbiamo il cuore pieno di collera, impossibile ! Mentre quando torna la pace del Signore, lo Spirito Santo torna e riceviamo il pentimento, e in quel momento possiamo rimproverare il fratello o la sorella.

 

            In 2 Timoteo, al capitolo 4, al versetto 2, Paolo, ormai avanzato in età, dice a Timoteo che era un giovane servitore di Dio : "Ti scongiuro (significa ti supplico, ma con forza) … insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento (ma attenzione) e pazienza". Ciò significa : spiegando quello che stai facendo. E' quello che il Signore chiede ad ognuno di noi. Lo richiede nella coppia, con dolcezza e ogni tipo di insegnamento. Ma, attenzione, l'amarezza non deve esserci. Vorrei porvi una domanda diretta : siete in grado di riconoscere quando siete nell'amarezza o meno ? Si o no ? Per quanto mi riguarda, lo sento benissimo quando sono nell'amarezza. Sono dunque responsabile davanti a Dio. Se faccio qualsiasi cosa mentre so che il mio cuore è pieno d'amarezza, sono colpevole davanti a Dio. L'unica cosa che devo fare, è quella di pormi davanti a Gesù e dire : « Signore, perdonami ! Mi rendo conto di essere pieno d'amarezza. Lo so, lo riconosco, Signore Lo riconosco. La smetto Signore ; perdonami. Svuotami da questo e riempi il mio cuore della tua dolcezza, che io possa continuare a camminare con Te, altrimenti, non farò nulla di buono, spaccherò tutto ». E' colui che è la dolcezza stessa, Gesù, m'insegnerà se lo lascio lavorare.

 

            In 1 Pietro 3, al versetto 14, leggiamo "Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi !." Spesso, l'amarezza entra nei nostri cuori quando siamo trattati male. E' in quel momento che Satana interviene. La carne non ama essere trattata ingiustamente. Nel mondo che ci circonda, tutti cercano giustizia : giustizia nel salario, giustizia in questo, giustizia in quello. Quando veniamo al Signore, Egli ci insegna a non fiatare, ma a difenderci con dolcezza. Pietro dice : "se doveste soffrire per la giustizia, beati voi ! Non vi sgomenti la paura che incutono (coloro che vi fanno soffrire ingiustamente) e non vi agitate ; ma glorifiate il Cristo come Signore nei vostri cuori . Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni". Pronti a difenderci, si, ma non con gli artigli tutti estratti. Pietro dice : "essendo sempre pronti a difendervi, con dolcezza, rispetto, e avendo la coscienza pulita affinché quando sparlano di voi, rimangano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo". Il Signore ti dice : « sei stato trattato ingiustamente, sii pronto a difenderti, ma con dolcezza, insegnando e rispettando colui che ti maltratta ». E a volte ci chiederà persino, quando si tratta della condanna a morte finale, come Gesù, di non aprire bocca. Nulla, stati zitto poiché Dio, che vede tutto, ti renderà giustizia un giorno. Non preoccuparti. Tu potrai pregare per coloro che ti maltrattano e ti fanno del male, ma in nessun caso, non lasciare la minima traccia d'amarezza entrare nel tuo cuore. E siamo riconoscienti al Signore di darci lo Spirito Santo per permetterci di renderci conto quando c'è l'amarezza. E quando c'è, questa non si traduce sempre con lamentele, con recriminazioni, con critiche, con tutto ciò che si associa all'amarezza. La capacità di rimproverare e di raddrizzare viene associata alla dolcezza. L'amarezza ci rende incapaci di raddrizzare o di rimproverare. E siccome è una funzione molto importante nel corpo di Cristo, i nostri cuori devono essere pieni di dolcezza, della dolcezza di Gesù…

 

            Dietro l'amarezza c'è l'odio. In Efesini 4, al versetto 1, Paolo dice : "Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta (abbiamo una chiamata tanto elevata, tanto grande, che dobbiamo camminare in modo degno di questa chiamata ; Dio ce ne rende capaci), con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace". Dobbiamo camminare nella pace, l'amore, la dolcezza, l'unità. Ciò che è amaro, ciò che non è dolce, non può essere associato all'umiltà. L'amarezza è associata all'orgoglio. L'amarezza fuoresce sempre da un cuore orgoglioso, perché l'origine è Satana. Non troverete alcuna traccia d'amarezza nel cuore di Gesù perché non vi è orgoglio nel Suo cuore. Non vi è altro che umiltà. Umiltà e dolcezza sono sempre associati. Orgoglio e amarezza sono sempre associati. Lo vediamo qui : « con ogni umiltà e mansuetudine », entrambi i comportamenti sono associati. Per questo Paolo aggiunge un pò più in avanti, in Efesini al capitolo 4 , versetto 30 :  "Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di catteveria !" Un pò di lievito fa sollevare tutta la pasta. Un pò d'amarezza turba tutta la vita cristiana. Qui Paolo associa l'amarezza, l'animosità, la collera, i clamori, le calunnie e tutti i tipi di cattiveria. Infatti, inizia con l'amarezza. In realtà, tutto proviene da questa. Deve scomparire dal mezzo di noi quindi, per primo, dal centro del mio cuore.

 

            In Colossesi 3, al versetto 12 : "Rivestitevi, dunque, come gli eletti di Dio (ci rallegra sapere che siamo eletti di Dio – eletto significa scelto da Dio, che conosce già), santi, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi". Pensate che accada spesso nella nostra vita cristiana di aver motivo di lamentarci di qualcuno ? A me succede tutti i giorni. Costantemente, il Signore lo permette. Avrò spesso motivo di lamentarmi dai cristiani, dalla gente del mondo, del tempo, delle circonstanze... Ma il Signore dice : « Voi siete eletti ». Caro fratello, impara a non lamentarti poiché la lamentela viene dall'amarezza. Non dire più : « Uffa, mi succede ancora questo, e ancora una grana »… Ma dov'è il tuo Dio se parli in questo modo ? E' vivo ! Tiene la nostra vita nelle Sue mani.

 

            Mi metterò in ginocchio e dirò : "Alleluia, Signore, grazie! Perché vedrò la Tua gloria nella mia situazione. Non va più nulla, Signore. Tutto è distrutto ! Non ho più nulla, non ho più un centesimo sul conto bancario, non ho nulla …ma con Te ho ….tutto. Alleluia, Signore vedrò la Tua gloria ! Sei vivo Signore, intervieni ! Aspetto con ansia ciò che farai Signore ! Ah, che gloria manifesterai … ». Questo esce da un cuore pieno d'amore per Dio, un cuore che sa che Dio è vivo, che ci ama, che si occupa dei nostri bisogni e che ha un piano per la nostra vita. Allora dov'è il nostro cuore ? Dov'è il nostro tesoro?

 

            Nel passo : " Rivestitevi di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza", associa chiaramente la dolcezza all'umiltà, ma anche all'amore. L'amarezza è associata all'odio, all'orgoglio, ad un cuore cattivo e malvaggio. Allora non accarezziamo più la nostra amarezza dicendo : « Non è altro che una banale piccola reazione ». No, questo significa che ho sintonizzato il mio comportamento sulla fonte dell'odio e dell'orgoglio ! E' questo che sta uscendo fuori. Stacchiamo dunque la spina e sintonizziamo il nostro comportamento su Gesù, Lui che disse : « Sono mansueto e umile di cuore. Venite a me voi che siete stanchi e carichi. Non lasciate l'amarezza entrare nel vostro cuore. Venite a me e vi darò riposo ».

 

            In Colossesi 3, al versetto 5, Paolo dice : " Fate dunque morire ciò che in voi è terreno". Se hai capito che sei morto in Cristo, che l'opera della croce è stata compiuta, che hai ricevuto questa rivelazione, Paolo ti dice : Ora hai ricevuto dal Signore la capacità di far morire questa carne piena d'amarezza. Fai morire tutto questo : " fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria". Talvolta critichiamo un fratello o una sorella perché è cupido e idolatra, perché è stato preso la mano nel sacco o perché ha tradito la moglie. Ma noi che lasciamo l'amarezza uscire dal nostro cuore, come ci comportiamo con noi stessi ? Diciamo, con indulgenza : « Non sarò mai idolatra o adultero ! Ma amaro, si! Questo mi può capitare. Non è affatto sullo stesso grado di gravità ». Eppure, per Dio, è uguale ; è persino peggio poiché infetta tutto !

 

            "Per queste cose viene l'ira di Dio sui figli ribelli (coloro che non conoscono Dio). E così camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse. Ora invece "... Dice proprio : attenzione, ora non è più il caso, siete nati di nuovo, avete ricevuto uno spirito nuovo. Dice : "ora invece deponete anche voi tutte queste cose : ira, collera, malignità, calunnia ; e non vi escano di bocca parole oscene. Non mentite gli uni gli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con le sue opere e vi siete rivestite del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato". Sta dicendo : Rivestitevi dell'uomo nuovo. Il vecchio era pieno di collera, d'animosità, di calunnie, di parole malvaggie. Queste sono infatti le conseguenze dell'amarezza del cuore. E mi chiede di spogliarmi da tutto questo. Quindi il Signore mi rende responsabile. Se mi dice : « Spogliati di questo » e non lo faccio, pecco davanti al Signore. Diciamo : « Signore, m'inchino davanti a Te, Ti chiedo di darmi la capacità, l'illuminazione dal Tuo Spirito. So che in Te posso rivestire dell'uomo nuovo » .

 

            "Io posso tutto in Colui che mi fortifica". Gesù è la sorgente di ogni dolcezza. Debbo mantenere il mio sguardo su di Lui. Ed Egli mi riempirà della Sua dolcezza, alla quale sono associati tanti buoni frutti d'umiltà, d'amore e di pace. Questo farà di me una persona che vivrà ad immagine di Gesù Cristo. Così sarò davvero una fonte di benedizione nella chiesa e nel mondo, e non una fonte di maledizione causata dall'amarezza che uscirà da me.

 

            In Matteo 21, al versetto 5, è scritto :  " Dite alla figlia di Sion (siamo noi la figlia di Sion, è Israele, ma siamo anche noi). Ecco il tuo re viene a te, (Gesù sta tornando presto, ma fin da ora, in ogni momento della nostra vita, lo Spirito Santo ti dice : il Tuo Re viene a te) mansueto e montato sopra un'asina, e un asinello, puledro d'asina." Un segno di perfetta umiltà. Non è un cavallo, un corsiero fugace sul quale è salito Gesù, è su un asinello. Il nostro Re, che viene dall'alto dei cieli, viene pieno di dolcezza per noi. Verrà pieno di giudizio su questa terra empia, ma per coloro che L'aspettano, verrà pieno di dolcezza. Troverà i nostri cuori pieni di dolcezza ? Quando attirerà la Sua chiesa, attirerà forse cuori pieni d'amarezza ? No, attirerà cuori ripieni della Sua dolcezza ! Il Tuo Re viene a te, desideroso di riempirti della Sua dolcezza e far di te una fonte di dolcezza e di pace per tutti coloro che ti circondano. Amen!

 

            "Signore, voglio chiederti ancora perdono per tutte le volte in cui ci sono reazioni d'amarezza che fuoriescono dal mio cuore, dalle mie labbra. Signore, ti chiedo davvero che il sangue di Gesù purifichi costantemente il mio cuore e che Tu mi riempia, Signore, dolce Gesù, della Tua dolcezza affinchè io sia, Signore, qualcosa di dolce da assaggiare per i miei fratelli e le mie sorelle che mi circondano. Signore, che essi possano assaggiare una fonte buona, dolce e gradevole. Signore, Te lo chiedo come grazia per ognuno di noi. Nel nome di Cristo Gesù. Amen !"