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messo sul sito il 20/01/2009





Camminare per lo spirito

Camminare per lo spirito o camminare per la carne



            Questa sera vorrei riparlare di un punto pratico importante poiché nel corso delle ultime riunioni, abbiamo visto molto ciò che noi siamo in Cristo e ciò che Cristo ha fatto in noi. Abbiamo cominciato a parlare di cose pratiche, ma amerei insistere innanzi tutto su un punto molto pratico: camminare per lo spirito. Camminare per lo spirito o camminare per la carne.

 

            Noi sappiamo attraverso la Parola ma anche nei nostri cuori, che in Cristo noi siamo morti. La nostra vecchia natura è morta in Cristo. La nuova natura è stata creata interamente perfetta all'immagine di Gesù il quale ha compiuto ogni cosa per noi, affinché possiamo a nostra volta entrare nella Sua perfezione. Per comprendere questo attraverso la rivelazione del Signore, bisogna veramente mettersi davanti a Dio e pregare che Egli ci apra lo spirito, affinchè possiamo comprendere e vedere le cose come Dio le vede.

 

            Dopo questo, una volta che le si è viste, bisogna camminare in queste cose, nella nostra vita quotidiana. Non bisogna che tali rivelazioni restino sospese in aria o nel fondo dei nostri cuori: bisogna che esse si traducano in qualcosa di concreto; quando l'abbiamo compreso, veramente, dal fondo del cuore, deve essere seguito da un cammino reale e coerente. La Bibbia parla, ai cristiani, del camminare per lo spirito. Sono dunque esortati a camminare per lo spirito. I cristiani dell'inizio non lo facevano tutti; alcuni camminavano per la carne, altri avevano iniziato a camminare per lo spirito ma poi finirono per camminare per la carne, come per esempio i Galati. È sempre possibile una crescita regolare e un apprendimento regolare del camminare per lo spirito, e noi dobbiamo vegliare attentamente che questo avvenga nella nostra vita pratica.

 

            Andremo semplicemente a rivedere alcuni passaggi che ci mostrano ciò che è il camminare per la carne e ciò che la Bibbia dice a proposito del camminare per lo spirito. In tutte queste cose, non dimentichiamo che il nostro maestro è il Signore che abita in noi. È per questo che la cosa più importante è la nuova nascita. Quando noi abbiamo, nei nostri cuori, il Signore Gesù che è nostro maestro, noi abbiamo permanentemente con noi qualcuno che ci insegna per mezzo dello Spirito Santo; ma bisogna ascoltare la Sua voce, bisogna lasciarci guidare per poter essere condotti dallo Spirito, e non è sempre facile, se non vegliamo in continuazione ogni secondo della giornata e anche della notte, perché noi possiamo consegnare la nostra notte al Signore affinché la riempia.

 

            Bisogna che noi possiamo riconoscere, prima di ogni altra cosa, quando noi camminiamo per la carne e quando camminiamo per lo spirito.. Molto spesso, non ce ne rendiamo conto, o capita che percepiamo una impressione sgradevole. In certi casi, non ci rendiamo conto che siamo nella carne: non c'è il discernimento e abbiamo bisogno di ricevere chiarezza dallo Spirito Santo. Ci sono momenti in cui sappiamo molto bene che cos'è camminare per la carne, poiché Dio ci ha illuminati. In quel momento se continuiamo a camminare per la carne, lo facciamo nella disubbidienza. Ma spesso, lo facciamo per ignoranza, non siamo ancora illuminati, non abbiamo ancora ricevuto la rivelazione del Signore, e allora continuiamo a camminare nella carne finchè il Signore ci illumina e ci dice: "Hai capito adesso. Devi andare più lontano, spogliarti di questo e rivestire l'uomo nuovo".

 

            Camminare per la carne vuol dire, nella Bibbia, semplicemente che si cammina secondo la natura umana di peccato, la natura indipendente, separata da Dio, ed è quindi sotto il controllo dell'uomo stesso. Camminare per la carne significa camminare secondo l'uomo indipendente da Dio. Noi sappiamo che all'inizio non era così: Adamo ed Eva erano in comunione con Dio per mezzo del loro spirito. Quando avvenne il peccato, la caduta, l'uomo fu separato da Dio nel suo spirito, poiché la morte entrò in lui. Essendo separato da Dio, egli è diventato una unità indipendente, isolata da Dio, e ci fu bisogno che egli realizzasse se stesso da solo, e ha dunque sviluppato tutte le sue proprie capacità dell'anima e le proprie capacità intellettuali, per costruire un mondo in cui egli avrebbe potuto vivere la sua propria vita indipendentemente da Dio: questa è la natura del peccato. Ci sono secoli e secoli di cammino per la carne che ci hanno preceduti (secoli di eredità carnale, della natura di Adamo), ed anche anni di cammino carnale personale, prima che noi ci convertissimo. Noi sappiamo inoltre che la carne è sotto il controllo del diavolo.

 

            Giacomo 3:15 dice: <<La sapienza dal basso non è la stessa della sapienza dall'alto>> e questa saggezza dal basso, Giacomo dice che è <<terrestre, carnale e diabolica>>. Egli associa i tre termini. Dunque tutto ciò che è terrestre, tutto ciò che è umano, è per definizione ciò che la Bibbia chiama "carne". È sotto il controllo dello spirito dell'uomo, che è indipendente da Dio, che è sotto il controllo del peccato; inoltre sappiamo che questa natura è essa stessa dominata da Satana che controlla il mondo intero. È per questo che Gesù ci ha fatti uscire da questo mondo di tenebre, attraverso la nuova nascita, quando abbiamo chiesto perdono per i nostri peccati, ed Egli ci ha accordati la rivelazione della potenza del sacrificio di Gesù, della Croce e del Sangue. In quel momento i nostri occhi si aprono ed Egli ci trasporta nel Suo Regno, ma noi non siamo interamente ed immediatamente trasportati in questo regno per quel che riguarda il nostro corpo e la nostra anima.

 

            È da ciò che vengono i problemi di molti cristiani; noi riceviamo una nuova natura nel nostro spirito, ma la nostra anima ha bisogno di essere rinnovata. L'anima sono i pensieri, i sentimenti e la volontà. Essa è interamente sotto il controllo dello spirito umano non rigenerato e del diavolo. Quando la nuova nascita viene, bisogna comprendere che il Signore lavora durante tutto un tempo, nella nostra anima, per rinnovarla e metterla in accordo, in armonia, con questa nuova natura che abbiamo ricevuto. Quando parliamo di camminare per lo spirito, bisogna anche cambiare testa. Nella vecchia natura, noi eravamo completamente controllati dalla nostra anima carnale che era sotto l'influenza del peccato e del diavolo, e questa anima non è nata di nuovo quando il nostro spirito ha ricevuto la nuova nascita. L'anima ha bisogno di essere rinnovata, la Bibbia parla costantemente di cambiare i pensieri, di rivestirci dei sentimenti di Gesù ecc…

 

            Questa anima ha per eredità la vecchia natura. Nel momento in cui mi converto, tutta la mia vecchia natura è crocifissa in Gesù, essa è morta in Gesù. Ma bisogna innanzi tutto che io abbia questa rivelazione per mezzo della Parola, in seguito bisogna che io apprenda a uscire dal dominio dell'anima, della mia volontà umana non rigenerata, dei miei pensieri umani, che sono stati talmente riempiti di cose del mondo prima che mi convertissi, che occorre un certo tempo più o meno breve (secondo la rivelazione che abbiamo all'inizio e secondo la nostra sete del Signore), affinché noi possiamo vivere non sotto il controllo dell'anima, ma sotto il controllo dello Spirito del Signore, ossia un autentico cammino per lo spirito. Se incontriamo dei problemi nel nostro cammino quotidiano, sono spesso dovuti al fatto che l'anima non rigenerata continua ancora a controllare il nostro cammino di ogni giorno. Non è ancora lo spirito rigenerato che controlla, non è lo Spirito Santo, che comunque È in noi, ma è ancora l'anima. E tutto il lavoro di santificazione consiste proprio a cambiare il nostro centro di controllo. La torre di controllo si va a installare nello spirito e non più nell'anima non rigenerata. Coloro che sono nel mondo non possono fare altrimenti che camminare nella carne. Una volta facevamo parte del loro numero e non potevamo fare altrimenti che camminare nella carne. Tutto ciò che era terreno ci interessava, nulla di ciò che era spirituale ci interessava veramente. Le cose che ci interessavano erano solo quelle terrene oppure al massimo eravamo interessato al rigore religioso, ma ciò che è religioso non è spirituale. Ciò che è religioso appartiene al dominio terreno, diabolico, carnale. Camminare secondo la carne vuol dire, per noi, confidare nell'uomo e in tutte le sue capacità. Ritorno su questo perché l'uomo ha moltissime capacità intellettuali, dell'anima, dello spirito: egli ha tendenze artistiche, capacità intellettuali molto forti, una volontà che può essere molto potente; egli può dominare il mondo attraverso la sua natura umana. È ciò che sta cercando di fare in questo momento, conquista lo spazio, la Luna, andrà presto su Marte, sottomette la terra tramite la sua intelligenza, con la scienza. Ma questo non avviene per mezzo dello Spirito Santo, non è per lo spirito, è il dominio terreno, il dominio dell'uomo. Quando vediamo queste facilità umane svilupparsi così tanto, la tendenza presso i cristiani che camminano ancora nella carne, è di confidare ancora nell'uomo e in tutte le sue risorse, invece di confidare nel Signore.

 

            Conoscete cosa è scritto in Geremia 17:15: <<Maledetto l'uomo che confida nell'uomo>>. E più oltre, dice: <<Benedetto sia l'uomo che si confida nell'Eterno>>. Dunque abbiamo le due possibilità: camminare per la carne, ossia confidare nell'uomo e nelle sue capacità, o camminare per lo spirito, ossia confidare nel Signore, nella Sua Parola e nella vita nuova che Egli ha messo in noi, in questo spirito completamente nuovo che Egli ha messo in noi, in questa natura che Lui ha creato per noi, nella perfezione che abbiamo in Cristo. Camminare secondo la carne è <<affezionarsi alle cose che stanno in basso, alle cose della carne>> (Romani 8). Leggo al versetto 5 ciò che dice l'apostolo Paolo: <<Coloro che vivono secondo la carne s'affezionano alle cose della carne>>, essi ci pensano continuamente ed era la nostra natura prima di diventare cristiani; vediamo quindi che occorre assolutamente che cambiamo completamente abitudini. Prima noi pensavamo esclusivamente alle cose della terra, ai successi terreni, alla realizzazione terrena, al fatto di essere accolti, riconosciuti o rispettati dagli altri, secondo tutti i valori che sono nel mondo. Cosa ricerca il mondo? Ricerca la potenza, il riconoscimento da parte degli altri; cerca i soldi, il potere, la dominazione: tutte queste tendenze sono nella carne, fanno parte intima della natura carnale.

 

            <<Coloro in effetti che vivono secondo la carne amano le cose della carne, al contrario coloro che vivono secondo lo spirito, amano le cose dello spirito. E l'amore della carne, è morte, mentre l'amore per lo spirito porta vita e pace; poiché l'amore per la carne è inimicizia contro Dio, poiché non si sottomette alla legge di Dio e neppure può esserlo>>. In Romani 8:8 dice: <<Coloro che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio>>.

 

            Dunque, quando diciamo che il Signore vuole farci camminare per lo spirito, significa che desidera farci camminare in modo che a Lui piace. Al Signore non piace assolutamente che noi camminiamo per la carne, poiché è il cammino secondo il modo di fare del mondo, secondo il peccato, secondo cose che hanno contaminato la nostra natura durante tanti anni. Il signore non lo vuole, Egli vuole che noi cambiamo completamente la nostra affezione; cioè che noi mettiamo tutte le nostre affezioni nelle cose che sono dall'alto.

 

            In 1Corinzi,3:1 è scritto: <<Per me, fratelli, non è come a uomini spirituali che ho potuto parlarvi, ma come a uomini carnali>>. Degli uomini ancora carnali!. Voi vedete che quando ci convertiamo, il Signore vuole farci passare dallo stato di uomini carnali allo stato di uomini spirituali, e questo cammino, questa crescita deve corrispondere alla rivelazione che noi abbiamo della Sua Parola per mezzo dello Spirito Santo. Più noi abbiamo sete del Signore e della Sua Parola e più noi riceveremo questa rivelazione che ci permetterà di camminare come uomini spirituali. Non crediamo che questo debba avere bisogno di anni e anni. Non crediamo che siccome molti cristiani impiegano anni a comprendere questo, allora dobbiamo per forza dedurre che: "per me sarà come per loro, poiché intorno a me, vedo tanti cristiani camminare per la carne, tante chiese carnali, tanti cristiani che confidano nell'uomo, quindi questo deve essere un processo veramente lungo e molto penoso". Ma ce ne sono di quelli che restano tutta la loro vita in questo stato. Nel deserto, gli Ebrei sono periti perché camminavano per la carne; essi non volevano ascoltare il Signore, non volevano confidare in Lui. Essi camminavano per ciò che vedevano coi loro occhi naturali. Avevano paura dei giganti del paese, mentre Dio aveva loro detto "ma io sono con voi, andate, abbiate fiducia in me!". Essi hanno seguito la carne e sono morti nel deserto. Molto cristiani non arrivano mai allo stato di uomini spirituali, e tutta la loro vita è una disfatta poiché non hanno compreso cos'era il camminare per lo spirito. Essi si sono probabilmente sforzati per un tempo, hanno visto che non riuscivano e si sono lasciati cadere. Essi vivono una vita di sconfitta e il Signore non vuole questo. Paolo dice loro: <<Io devo parlarvi ancora come a uomini carnali, come a bambini in Cristo>>. Dunque, Paolo accetta questo come stato di fatto, ma esorta dicendo "non bisogna che restiate là".

 

            Il Signore è potente. Egli può far passare un granellodallo stato di seme allo stato di albero in un secondo. È sufficiente che pronunci la Sua Parola. Avverrebbe per la potenza della Sua parola. Non sarebbe una crescita umana come noi abbiamo l'abitudine di vedere. Non dobbiamo metterci in testa che noi dobbiamo restare carnalio per venti anni prima di cominciare a vivere una vera vita spirituale. Paolo dice loro al versetto 2: <<Io vi ho dato del latte, non del nutrimento solido, poiché non lo potevate sopportare e non lo potete neppure al presente perché siete ancora carnali>>. In che consiste tutto l'insegnamento di Paolo? Non ha dato loro dei comandamenti da seguire affinché divenissero spirituali, ma spiegava loro la Parola, ciò che Gesù ha fatto per loro, ciò che Gesù ha fatto in loro, per far crescere la fede in loro per mezzo della Parola; poiché la fede viene dall'udire la Parola. La fede cresce, in quel momento i loro occhi si aprono ed essi entrano in un'altra vita che è appunto il camminare per lo spirito. Ma per questo bisogna comprenderlo ed egli spiega loro che essi non sono ancora spirituali, ma sono ancora carnali. Perché erano carnali? Perché c'erano ancora delle opere della carne che si manifestavano in mezzo a loro. Quando un'opera della carne si manifesta ancora nella nostra vita, vuol dire che su quel punto noi siamo ancora carnali. Seppure ho una natura perfetta che mi è data in Gesù, devo ancora constatare che su quel punto cammino ancora per la carne. C'è un lavoro da fare per uscire da questo stato di cammino per la carne e farmi entrare un po di più nel cammino per lo spirito. non bisogna restare statici, bisogna continuamente domandare aiuto al Signore perché Egli mi illumini mostrandomi tutti i punti della mia vita in cui sto ancora camminando per la carne. Io da me stesso non posso vederlo. Se un fratello o una sorella lo vede, viene verso di me dicendomi: "fratello mio, su questo punto tu stai camminando per la carne", se io sono onesto, dirò "si hai ragione". Ma se non ho la luce del Signore, la prossima volta ricomincerò, poiché non ho ancora una piena coscienza di questo.

 

            Devo sapere che ho bisogno di avvicinarmi a Lui costantemente affinché mi possa dire "Tu hai ricevuto una nuova natura perfetta in Cristo, ma io ti mostrerò dove tu hai ancora delle cose carnali nella tua vita, delle cose che hanno ancora una vita animale" (nel senso latino, cioè dell'anima). Una vita animale nel senso in cui c'è ancora la tua anima umana che ti controlla. Dovunque ci sia una anima umana che controlla, là si manifesta la vita della carne, la morte, le tenebre. E noi abbiamo bisogno, nelle nostre chiese, di mettere alla luce dello Spirito Santo tutto ciò che dipende ancora dalla vita dell'anima e dalla vita della carne. Le organizzazioni umane, le organizzazioni religiose, le tradizioni umane, le tradizioni religiose: tutte cose che ostacolano il cammino per lo spirito impedendo ai cristiani di avanzare. Il Signore dovrà fare luce e tutti coloro che vogliono essere illuminati lo saranno, perché è la volontà del Signore.

 

            In Filippesi 3:1 è scritto <<del resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore>>. Quando comprendo ciò che Gesù ha fatto mi rallegro grandemente e quando comprendo che ciò che Lui sta facendo nella mia vita è glorioso, è veramente un motivo di grande gioia. Ma Paolo ripete <<Io non mi astengo di scrivervi le stesse cose, e io, amati, non mi asterrò di continuare a ripetervele e questo per voi è salutare>>. Perché la fede viene dall'udire e più lo si ode, più la fede cresce. Tutto dipende dalla fede in questo camminare per lo spirito, il cammino per lo spirito è il cammino per fede, il cammino per la Parola. Il cammino per la carne è il camminare per ciò che si vede con gli occhi e si percepisce coi sensi. Il Signore ci dona la Sua Parola e chiede che queste cose vengano ripetute affinché la fede cresca ed aggiunge <<guardatevi dai cani, guardatevi dai malvagi operai, guardatevi dai falsi circoncisi>>. Queste tre categorie erano coloro che avevano l'apparenza di cristiani, ma non lo erano veramente. Essi dicevano di essere cristiani ma rinnegavano il Signore attraverso le loro opere camminando troppo carnalmente. Paolo dice "fate attenzione perché quelli sono falsi circoncisi". Egli non parlava della circoncisione della carne, ma parlava della circoncisione dello spirito. Egli dice al versetto 3: <<poiché i circoncisi siamo noi che rendiamo a Dio il nostro culto per mezzo dello spirito di Dio (non per mezzo della carne) che ci glorifichiamo in Gesù Cristo, e non mettiamo la nostra fiducia nella carne>>. Camminare per la carne è camminare secondo gli uomini e le tradizioni, le loro idee e le loro interpretazioni della Bibbia. Questo è camminare per la carne. Egli dice: "Noi non mettiamo la nostra fiducia nella carne e in tutto ciò che è umano, ma noi mettiamo la nostra fiducia nel Signore e nella Sua Parola e in Gesù Cristo". E del resto Paolo afferma: "Io avrei molti argomenti per potermi confidare nella carne, con questi diplomi di teologia ecc…". egli avrebbe potuto tranquillamente dire ciò visto il suo curriculum! Ma disse "Io considero tutto questo come una perdita, per guadagnare Cristo e per conoscere Cristo!". Egli considerava tutto una perdita ed in particolare tutto ciò che era carnale.

 

            In 1Giovanni,2:15, l'apostolo dice: <<Non amate il mondo>>. Abbiamo appena considerato come coloro che camminano per la carne si affezionano alle cose della carne. Questo vuol dire che essi attaccano il loro cuore e i loro pensieri alle cose della carne, del mondo. E in questo versetto, Giovanni dice la stessa cosa; <<Non amate il mondo, ne le cose che sono nel mondo. Se qualcuno ama il mondo (ascoltate bene ciò che dice!) l'amore del Padre non è in lui>>.Dunque, per quanto concerne la parte di me che ama ancora il mondo, questa stessa parte non è riempita dall'amore del Padre. Il Padre ha un odio totale per tutto ciò che è nel mondo, poiché è sporcato dal peccato, è sotto il controllo dell'anima umana non rigenerata, è sotto il controllo di Satana. Egli dice quindi <<Non amate il mondo>>. A partire dal momento in cui abbiamo ricevuto la nuova nascita , abbiamo in noi un seme divino che non ama il mondo. Ma la carne in noi invece ama il mondo, poiché essa viene dal mondo ed è controllata dalle sue passioni. È scritto: <<Poiché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi, l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma viene dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma colui che fa la volontà di Dio rimane in eterno>>.

 

            Dunque, nella carne, c'è la concupiscenza del mondo, la concupiscenza degli occhi, l'orgoglio della vita, tutte cose che controllano il mondo intorno a noi. Quando veniamo al Signore per passare attraverso la nuova nascita, lo ripeto perché è importantissimo, noi riceviamo subito una natura divina perfetta, creata in Gesù Cristo per mezzo di Gesù e in Lui, che Egli ci dona per grazia e che noi riceviamo per mezzo della fede. Ma noi dobbiamo averne la rivelazione per mezzo del Suo Spirito, per entrare in questa nuova natura, rivestircene totalmente e spogliandoci della vecchia natura che è morta ed è crocifissa in Gesù.

 

            Quando si parla di cammino per lo spirito, e di cammino per la carne, sono due cammini completamente opposti. Il cammino per la carne, è un cammino che discende; il cammino per lo spirito, è un cammino che sale e noi sappiamo dove va. Arriva fino alla Gerusalemme celeste, il cammino che sale, sale su un sentiero dritto che si chiama Gesù. Egli ci conduce per mezzo della Sua Parola, è un sentiero che sale, sale sempre più in alto. Sappiamo che quando saliamo, quando ci avviciniamo alla vetta, la nostra vista si allarga, vediamo le cose della terra sempre più piccole, sempre più lontane, e siamo sempre più attirati dalla vetta. Colui che cammina per la carne, prende il cammino che discende e noi sappiamo dove arriva: all'inferno; questo cammino per la carne discende per un sentiero largo e facile, poiché è più facile scendere. Voi avete notato come sia più facile scendere che salire, salvo quando si è nati di nuovo. Quando si nasce di nuovo, Gesù dice che i Suoi comandamenti non sono difficili. La caratteristica del camminare verso l'alto è che siamo attirati dalle cose celesti, da Gesù, dalla Sua Parola, dalla vita dello Spirito. Nel fondo dei nostri cuori, abbiamo ricevuto la Sua vita, e bisogna comprendere che anche se c'è ancora questa carcassa di carne che è crocifissa in Cristo, esiste nel fondo del nostro cuore qualche cosa che ci attira a Gesù, e che ci fa salire verso l'alto. Tutto ciò che è un uomo nel mondo è interamente la conseguenza di tutta la sua vita passata dopo Adamo fino a questo preciso momento. Un essere umano che vive nel mondo e non è rigenerato da Gesù è la conseguenza di tutta la sua vita passata, ma non solo della propria vita passata, ma di ciò che i suoi genitori gli hanno trasmesso, i nonni, gli antenati fino ad Adamo ed Eva. Un uomo non rigenerato è la conseguenza di tutto il suo passato. Non cerchiamo assolutamente di rattoppare il passato o di guarire il passato o tentare di apportare un cambiamento a tutto ciò che è passato, bisogna che tutto ciò sia sepolto nella morte di Gesù alla Croce. È la che il nostro passato è caduto ed è là che deve rimanere.

 

            Invece per un cristiano nato di nuovo, la sua vita oggi è la conseguenza di tutto ciò che egli è in Cristo e di tutto il suo avvenire. Io sono oggi la conseguenza del mio avvenire in Cristo. Questo significa che io ho ricevuto in me la vita di Cristo, ho ricevuto in me una natura divina e questa natura va manifestandosi nella mia vita fino alla sua perfezione perché l'ho ricevuta in Cristo. Vedete la differenza; le due vite sono completamente opposte. In questo periodo intermedio in cui resta ancora qualcosa di carnale nella nostra vita, il Signore vuole metterle alla luce affinché ce ne spogliamo, che Egli ci faccia comprendere che tutto ciò che è carnale è rimasto nella morte di Cristo, sepolto nella tomba. Allora possiamo noi ricevere dal Signore questa rivelazione? Certamente sì! Egli vuole darcela. Ma noi desideriamo riceverla? Con tutto il nostro cuore? Poiché tutto il nostro avvenire dipende da questo.

 

            La Chiesa ne ha abbastanza di vedere dei cristiani religiosi o dei cristiani che cercano di vivere una vita cristiana o dei cristiani che hanno una facciata religiosa ma dietro non c'è nulla, oppure dei cristiani che non arrivano a vivere la loro vita cristiana poiché non hanno capito le cose che stiamo dicendo. Il Signore vuole rivelarsi a noi in tutta la Sua pienezza e mostrarci il lavoro meraviglioso che Lui ha compiuto nella Sua vita e sulla Croce per noi, affinché possiamo veramente giungere a vivere pienamente per lo spirito. per quanto mi riguarda, mi rallegro grandemente nel mio cuore, nel sapere che la soluzione è in Gesù Cristo. Se restiamo nella carne, noi siamo in una impasse totale. E tutto il lavoro dello Spirito Santo è di mostrarci ciò che in noi è ancora nella carne.

 

            Ho rilevato qui di seguito, quattro passaggi che ci mostrano che noi dobbiamo avere assoluta chiarezza su ciò che è carnale e slegarcene. La prima cosa è che la carne non può rivelare le cose dello Spirito. ciò che è carnale non può rivelare le cose dello Spirito. Una predicazione carnale non rivelerà mai niente di spirituale. Una azione carnale non rivelerà niente di spirituale e non condurrà a nulla di spirituale. Vi ricordate il passaggio dove Gesù pone la domanda: <<Voi chi dite che io sia?>> Pietro disse: <<Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente>>. E Gesù aggiunge subito: <<Pietro tu sei beato perché non la carne né il sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre Mio che è nei cieli>> (Matteo 16). Dunque Egli dice che la carne e il sangue sono incapaci di rivelarti Cristo, di rivelarti la Parola. Bisogna che sia il Padre, per mezzo dello Spirito Santo che ti riveli queste cose. E tu sei beato, Pietro, perché Mio Padre ti ha rivelato queste cose. Allora se già noi abbiamo nel cuore la rivelazione che la carne non può assolutamente rivelarci nulla di spirituale, noi pregheremo fervidamente il Signore dicendoGli: "Mostrami ciò che è carnale nella chiesa, nel mio gruppo, là dove sono". Perché questo non può rivelare nulla di spirituale, e se continuo nella carne, si riveleranno un mucchio di cose intellettuali, artistiche, umane o altre, ma ciò che è spirituale resterà bloccato. Inoltre la carne non può generare qualcosa di spirituale. La carne può generare solo cose carnali. Gesù disse: <<Ciò che è nato dalla carne è carne, ciò che è nato dallo Spirito è spirito>>. Dovunque si cerca di fare nascere qualcosa dalla carne o con mezzi carnali, portandolo alla vita dello spirito, non funzionerà assolutamente.. notoriamente, quando si danno regole, comandamenti, cose da fare o da non fare, ciò che ne deriva sono cose perfettamente carnali. Pertanto in molte chiese in cui si dice: "Tu fai questo, tu fai quest'altro, tu non fare questo, ecc…!", sono solo dei comandamenti che sono dati in maniera carnale e non genereranno assolutamente mai nulla di spirituale. Ciò che genera qualcosa di spirituale è solo lo Spirito. Ciò che è nato dallo Spirito è spirito (spirituale = nasce dallo Spirito ed è guidato dallo Spirito, ndt), ciò che è nato dalla carne è carne (carnale = nasce dalla carne ed è guidato dalla carne, ndt). Dunque ogni azione che noi facciamo nella carne, fosse anche convertire il mondo intero, se è fatto nella carne è destinato a produrre solo qualcosa di carnale.

 

            Al contrario, una sola opera fatta per mezzo dello spirito genererà qualche cosa di spirituale che porterà frutto nella vita eterna. E voi potete ascoltare lo stesso messaggio, esattamente le stesse parole: se è dato attraverso un predicatore carnale, passerà solo la carne. Se invece è dato attraverso un predicatore spirituale, lo Spirito passerà; da questo ne deriva la mia responsabilità e prego costantemente per me, dicendo: "Signore, che il messaggio che porto venga dal Tuo Spirito. che esso venga dal Tuo Spirito, arrivi al mio spirito e giunga direttamente al vostro spirito"; questo produrrà qualcosa di spirituale. Ma un messaggio che venga dalla mia carne o dall'intelligenza umana e che tocchi la vostra intelligenza, potrà essere probabilmente qualcosa di molto eloquente, molto bello esteticamente, farà vibrare le vostre fibre sensibili o artistiche, ma non produrrà nulla di spirituale. Voi sarete probabilmente contenti se siete sensibili a quello che è stato predicato, ma uscirete da lì col cuore e lo spirito vuoti, non essendo stato prodotto nulla di buono dal punto di vista spirituale. Noi cristiani sentiamo di avere sete di cose spirituali. Se non abbiamo sete di cose spirituali, allora non abbiamo lo Spirito di Dio in noi, l'abbiamo soffocato. Inoltre bisogna comprendere che la carne non può conoscere le cose dello spirito. Dunque la carne non può rivelare le cose dello spirito, essa non può generare qualche cosa di spirituale, essa non può neppure conoscere le cose dello Spirito di Dio. Questo è scritto in 1Corinzi,2:14.

 

            Infine la carne non può ereditare il regno di Dio. Ciò che è carne e sangue non entreranno mai nel regno di Dio. Ora il regno di Dio comincia adesso sulla terra; non nel cielo quando saremo morti o quando Gesù ci avrà rapiti. Il regno di Dio è in mezzo a noi. Se vogliamo vivere per lo spirito in questo regno, bisogna comprendere bene che niente di carnale può entrarvi. Se c'è della mescolanza, il Signore vuole toglierla. Quando comprendiamo queste cose, allora diciamo: "Signore che bisogna che io faccia?". Io ve l'ho già detto nei messaggi passati ma ve lo ripeto perché questo stimola la fede che viene dall'udire. Dico che il Signore innanzi tutto nel cammino per lo spirito, vuole darci la rivelazione dell'opera di Gesù alla Croce. E questa opera non si limita al perdono dei peccati per il sangue da Lui versato: se fosse solo questo (è enorme, è la porta d'entrata nella salvezza), ma se fosse solo questo, il problema non sarebbe risolto completamente. Sulla Croce il sangue che Gesù ha versato ha permesso di cancellare tutti i nostri peccati, ma la Sua morte ha permesso di risolvere anche il problema della nostra natura carnale. Alla morte di Gesù Egli ha preso in Lui nella Sua morte, tutta la nostra natura carnale con tutte le sue passioni e i suoi desideri, e noi abbiamo bisogno di averne una rivelazione per mezzo dello Spirito Santo e non solo qualcosa di intellettuale, o qualcosa di cui leggiamo superficialmente. Occorre assolutamente che abbiamo in noi questa rivelazione della perfezione dell'opera compiuta da Gesù sulla Croce. Quando Lui è morto, tutto ciò che di carnale è in noi è già stato seppellito nella Sua morte. E quando è risorto, Egli ci ha fatto nascere di nuovo in Lui, ad una nuova vita di risurrezione. E questo è sufficiente a condannare tutti questi metodi psicologici di guarigione interiore, di guarigione dell'anima e di non so quale altra cosa di simile, che stanno entrando nella chiesa (al posto dell'azione potente dello Spirito Santo, ndt) e che sono una cosa vergognosa agli occhi del Signore, perché non fanno altro che tentare di risuscitare la carne attraverso metodi umani, per cercare di guarirla o rimetterla in forma: non sono altro che metodi carnali che portano alla morte.

 

            L'unico metodo del Signore, se posso permettermi di usare questo termine (poiché non è un metodo ma è una realtà), è di farci comprendere la realtà che Egli ha compiuto in Lui per mezzo della Sua morte. Tutto ciò che è carnale è già nella tomba e là rimane, perché Cristo è morto. Ma è anche risorto. E risuscitando, Egli ci ha fatto nascere ad una vita interamente nuova, al cento per cento, in tutti gli aspetti. Egli ci ha già donato una natura spirituale perfetta in Lui, tutto è compiuto, tutto è pronto. In Cristo noi siamo perfetti, in Cristo noi siamo santi; ma è facile dirlo così, quando non lo si è compreso, solo perché è scritto; è un'altra cosa saperlo per una rivelazione dello Spirito Santo che vuole darcela perché noi lo chiediamo. Noi chiediamo che Egli ci mostri, che i nostri occhi siano aperti, per vedere questa meraviglia che Gesù ha compiuto. Quando l'abbiamo compresa, non potremo dire come alcuni: "Io sono perfetto in Cristo là in alto, ma su questa terra non posso impedirmi di vivere una vita carnale". Se diciamo questo è perché non ne abbiamo la rivelazione. E non possiamo avere la rivelazione senza che sia seguita dalle opere, e le opere di cui parliamo sono quelle dello spirito.

 

            Per camminare per lo spirito, ho bisogno, fin dall'inizio, fin dal primo giorno, di una buona rivelazione. Sapete che in certi luoghi i cristiani devono nascondersi, ad esempio in Cina. In quel paese non ci sono molte chiese come da noi, con grandi edifici, posti su strade in cui i cristiani possono riunirsi liberamente. Essi non conoscono questo, salvo qualche chiesa ufficiale per la propaganda; essi invece si riuniscono in case, in maniera nascosta, e sanno molto bene che il governo può distruggerli facilmente se non fanno attenzione. Sono obbligati a spostarsi spesso, hanno quindi bisogno di essere condotti dallo Spirito. essi non hanno tutte queste tradizioni ecclesiastiche o religiose come noi. Affinché un cristiano cinese sopravviva in un tale contesto di persecuzione, bisogna che fin dal primo giorno della sua vita cristiana gli vengano insegnate queste cose fondamentali, cioè che Gesù ha compiuto tutto. Quando egli ha ricevuto questa rivelazione fin dal principio della sua vita cristiana, egli può lanciarsi in una vita di pericoli e persecuzioni, perché il Signore che è in lui lo condurrà. Il maestro che è in lui lo guiderà. Allora occorre che fin dal principio sia predicata la buona notizia del Vangelo e cioè: Gristo ha compiuto tutto per noi sulla croce: Egli ha versato il Suo sangue per cancellare i nostri peccati e per mezzo della Sua morte Egli ha preso tutta la nostra vecchia natura carnale. Egli l'ha fatta morire in Lui e, per mezzo della Sua resurrezione, Egli ci ha donato una natura interamente nuova, che ha messo in noi per mezzo del Suo Spirito e nella quale noi ora dobbiamo camminare: questo è il camminare per lo spirito. Questa è la prima cosa; una buona rivelazione per mezzo dello Spirito Santo.

 

            Successivamente è detto che noi dobbiamo imparare a camminare per lo spirito nella nostra vita di tutti i giorni, facendo due cose: spogliandoci costantemente della vecchia natura e rivestirci costantemente della nuova. Ho ricevuto la rivelazione, certamente, ed essa è dentro il mio cuore, i miei occhi sono illuminati, ma ora, nel mio cammino giornaliero, in ogni azione, in ognuna delle mie parole, bisogna che ciò che è carnale sparisca. E ciò che è carnale è ancora potente se non ho la rivelazione e il discernimento affinché Dio mi mostri ciò che è spirituale e ciò che è carnale. Ad esempio esistono degli affetti del cuore che sono puramente sentimentali e perfettamente carnali. Il mondo che ci circonda conosce l'amore. Esistono sacrifici meravigliosi, formidabili, compiuti per amore. Ci sono persone, nel mondo, che hanno dato la propria vita per amore, che si sono gettati contro pallottole di fucili per salvare i propri amici, la moglie, i figli, anche senza essere convertiti. Dunque ciò che è dell'anima nel mondo, questi sentimenti umani, può essere molto forte e avere una buona apparenza. Qui direbbe che l'amore è malvagio? Chi direbbe che siano malvagi i sentimenti come quelli appena descritti? Eppure questi sono carnali, sono malvagi per Dio, sono sporchi a causa del peccato. Non sono qualcosa di spirituale ed abbiamo veramente bisogno che la spada dello Spirito venga a fare separazione tra l'anima e lo spirito, le giunture e le midolla, per mostrarci, con la Parola, ciò che è carnale e ciò che è spirituale. Questo noi dobbiamo impararlo per mezzo di Cristo che abita in noi. Egli ci dona la rivelazione che tutto è compiuto e dobbiamo averla in noi fin dal principio. E avendola, ora, mi metto davanti al Signore dicendo: "Signore adesso insegnami a camminare in questa rivelazione, affinché le mie opere corrispondano alla mia fede". A cosa serve dire: "Io sono perfetto in Cristo" se la mia vita di ogni giorno è un tessuto di peccati, di menzogne ecc… o di cose che non vengono da parte dello Spirito? Forse Dio può sopportarlo all'inizio della mia vita cristiana, quando non ho ben compreso queste cose, ma molto presto, per mezzo dello Spirito che mi ha dato, Egli verrà e mi mostrerà ciò che devo fare per camminare per lo spirito. E il mio desiderio è di imparare da Lui e Gli domando: "Signore insegnami a spogliarmi della mia vecchia natura e a rivestirmi della nuova in ogni atto della mia vita di tutti i giorni".

 

            Leggiamo in Efesini 4:17, <<Questo dunque io dico ed attesto nel Signore,(sta parlando a cristiani che sono sensati e nati di nuovo e quindi conoscono queste cose) che non vi conduciate più come si conducono i pagani nella vanità dei loro pensieri>>. Questa è l'anima, la vanità dei propri pensieri. Dunque egli dice: "attenzione cristiani, i vostri pensieri possono guidarvi in cose che assomigliano a quelle dei pagani e finirete me camminarci dentro". Il versetto successivo dice: (questi pagani sono) <<con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo della ignoranza che è in loro>>. Voi vedete dunque l'importanza della rivelazione della Parola: questa mette la conoscenza di Dio nel mio cuore e ciò mi permette di camminare come Lui vuole. Se io sono un cristiano ignorante di queste cose, camminerò e mi condurrò come un pagano. Dio non vuole ciò. Ancora leggiamo <<a motivo dell'indurimento del loro cuore>>. Anche certi cristiani hanno il cuore indurito. <<Essi (pagani), avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni sorta di impurità con insaziabile avidità. Ma voi (dice ai cristiani) non è così che avete imparato Cristo (la parola "imparato" è caratteristica, perché egli sa molto bene che hanno già ricevuto Cristo, ma usa una parola per dire loro: tu non hai imparato Cristo) se pur l'avete udito ed in lui siete stati ammaestrati secondo la verità che è in Gesù>>. Ammaestrati significa: questo si impara sui banchi di scuola con Gesù. Gesù vive in noi, è il Maestro e vuole essere Lui stesso ad istruirci e insegnarci. <<È in Lui che voi siete stati ammaestrati a spogliarvi, riguardo alla vostra vita passata, del vecchio uomo che si corrompe a causa delle bramosie ingannevoli, ad essere rinnovati nello spirito della vostra mente, ed a rivestire l'uomo nuovo (abbiamo già quest'uomo nuovo, ma bisogna imparare a rivestirsene) creato secondo Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità>>. È come se il Signore mettesse davanti a noi questo essere nuovo, già tutto pronto e vestito nella perfezione e ci dicesse: ora vedi, tu hai ancora dei vestiti che non sono puliti, io metto davanti a te un essere nuovo che è interamente vestito con abbigliamenti perfetti. Io comincio ad insegnarti a spogliarti di questi vecchi stracci che hai addosso, che sono stati seppelliti nella tomba con Gesù, lascerai tutto ciò e ti vestirai con questi abiti nuovi che ho creato per te nella perfezione e nella santità. Tutto questo ce lo può insegnare solo una persona: Gesù. I servitori, i ministri, possono spiegare la Parola, ma alla fine è lo Spirito Santo (e Gesù Lui stesso) che abita in noi, che è il Maestro, che ci insegna, se abbiamo l'orecchio docile e non siamo dei figli disobbedienti.

 

            Quando noi veniamo al Signore, ditemi a cosa serve se subito dopo Gli disobbediamo? Se noi veniamo al Signore, ciò non ha che un solo scopo e una sola utilità: giungere ad una perfetta vittoria in Gesù. Egli l'ha compiuta per noi, Egli ce l'ha donata; sta a noi ora afferrarla per fede, entrare in questa vita meravigliosa che Egli ci dona, e sta a noi essere veramente una luce e una lampada in questo mondo perché Gesù ne ha bisogno. Egli ha bisogno di uomini e donne che siano lampade in questo mondo, che possano essere come una vetrina, agli occhi del mondo, di ciò che Gesù ha fatto. E questo attirerà altri che diranno: "finalmente qualcuno che non mi parla di religione, ma che vedo vivere e comprendo che è Cristo che vive in lui, è Cristo che vive in lei". E di ciò il mondo ne ha bisogno, poiché ha sete. C'è un deserto intorno a noi, ci sono esseri umani che muoiono di sete, ci sono cristiani che muoiono di sete ed essi vogliono vedere Gesù in noi. Essi ne hanno abbastanza di religione, vogliono vedere Gesù in noi. E questo si impara. Egli ci dice: "Tu imparerai. Quando la tentazione carnale si presenta, immediatamente interroga il tuo Signore che si chiama Gesù, che abita in te, e diGli: Signore, la tentazione viene, insegnami, mostrami presto cosa bisogna fare in questa situazione".

 

            Gesù come ha formato i Suoi discepoli? Nelle scuole? Mai ! Egli non ha creato delle scuole bibliche, non ha creato degli istituti biblici, delle facoltà di teologia o qualcosa del genere. Egli ha preso i Suoi discepoli con Lui e li ha formati sul campo di lavoro e costantemente diceva loro: "Ecco venite, Io vi istruirò e vi insegnerò. A voi è stato dato di ricevere queste cose". Se io so che Egli vive in me, devo sapere che Egli è costantemente disponibile per parlarmi, se io voglio domandarGli consiglio dicendo: "Signore mostrami quello che devo fare, io voglio camminare per lo Spirito. Insegnami Signore, io voglio rivestirmi di un abito che non ho ancora messo. Tu lo hai tagliato su misura per me, io voglio rivestirmi di questo abito, mostrami, io voglio apprendere". E cosa farà il Signore? Egli ci insegnerà, Egli ci mostrerà.

 

            In Colossesi 2:8 è scritto <<Attenzione (alcuni cristiani possono essere colpiti da questo, poiché l'apostolo sta avvertendo proprio dei credenti di fare attenzione) che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno (cioè occorre fare bene attenzione a tutto ciò che è degli uomini, l'intelligenza umana, la filosofia (che forse è la somma dell'intelligenza umana) e nessuno ci faccia sua preda con queste cose, poiché è facile rimanerne sedotti), secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo>>. Dunque era possibile che questi Colossesi e questi cristiani divenissero una preda e dovevano fare attenzione a ciò. Paolo dice: "fate attenzione, fate attenzione, è sottile, poiché la potenza dell'anima è molto forte. Fate attenzione. Poi Paolo volge immediatamente lo sguardo dei Colossesi verso Gesù, dicendo: <<9 poiché in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità. 10 E voi avete tutto pienamente in Lui, essendo Egli il capo di ogni principato e potestà. 11 Ed è in Lui che siete anche stati circoncisi (è questa la morte della carne; inoltre notate che parla al passato) di una circoncisione, fatta senza mano d'uomo, ma della circoncisione di Cristo, che consiste nello spogliamento del corpo dei peccati della carne (voi siete stati circoncisi): 12 essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti>>. Dunque io devo chiedere al Signore la rivelazione, devo chiederGli che mi insegni e devo stare costantemente attento a tutte le cose carnali che cercano di fare di me una loro preda; tutto ciò tenendo gli occhi fissi su Gesù e sulla Sua Parola, costantemente, costantemente, poiché essa stimola e suscita la fede.

 

            E io devo continuamente tenere gli occhi fissi su Gesù e sulla Sua Parola. Non si tratta di farlo alle 6 del mattino al momento del nostro culto mattutino e poi dopo, per il resto della giornata dire: "ora posso passare ad altre cose e rilassare un po' lo spirito". No, per niente! Il cammino per lo Spirito è un cammino di ogni secondo in Cristo per mezzo della fede. È un riposo, non uno sforzo.

 

            In 2 Corinzi 4:8 Paolo dice: <<Noi siamo afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi; perplessi, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti, 10 portando del continuo nel nostro corpo il morire del Signore Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo>>.

 

            Voi sapete che la carne la trasciniamo sempre con noi, ma essa è morta in Cristo. Bisogna che in ogni istante io non dimentichi mai che la carne che porto è morta in Cristo. Bisogna che io porti costantemente in me, cioè nei miei pensieri, nel mio cuore, la morte di Cristo e la morte della mia carne in Cristo e la mia resurrezione in Cristo; bisogna che, costantemente, io abbia gli occhi fissi sulla morte del mio corpo, affinché anche la vita di Gesù sia manifestata nel mio corpo.

 

            In 2 Corinzi 4:11 è scritto: <<Noi che viviamo, infatti siamo del continuo esposti alla morte per Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale>>. Essi erano perseguitati, torturati in ogni maniera, ma non camminavano per la carne. Essi sapevano che in ogni istante dovevano portare la morte di Gesù al fine di lasciare manifestare la vita di Gesù. È il vaso di alabastro che è spezzato e che lascia fuoriuscire il profumo del Signore. Personalmente sono sicuro che Paolo che camminava in una vittoria totale, perfetta, non perdeva mai di vista l'opera di Gesù, mai! Non lo vedo mai confessare una sola sconfitta, un solo peccato, Egli dice sempre: <<Abbiate gli occhi fissi su di me, seguitemi come modello, perché il mio modello è Cristo>>. Che vita! Se lui è stato in grado di farlo, non è un uomo eccezionale, al di sopra degli altri; è un fratello in Cristo che ha ricevuto questa rivelazione e che ha vissuto, per mostrare anche a noi che è possibile. Se non lo facciamo, rischiamo di fare come i Galati i quali hanno cominciato per lo Spirito e hanno finito per la carne. Paolo dice loro in Galati 6:8 : <<Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna>>. La corruzione è la morte, la decadenza. Colui che semina per la sua carne… se, pur essendo cristiano, semino per la carne, ovvero mi lascio andare ad azioni carnali, senza fare nulla per domandare al Signore di illuminarmi ed insegnarmi a rivestirmi dell'uomo nuovo, io continuerò costantemente a seminare per la morte e per la corruzione e ciò produrrà prima o poi dei frutti (di morte, ndt). Non devo assolutamente dimenticare questo: non devo lasciarmi andare dicendo "bene, comunque sono un cristiano, sono sotto la grazia, allora il Signore mi perdonerà sempre…". D'accordo ma se io ora sto seminando per la carne, raccoglierò la corruzione. Bisogna che smetta di seminare per la carne e che cominci a seminare per lo spirito, seminando nel mio cuore dei granelli di Parola di Dio, che faranno crescere la mia vita e la riempiranno della Sua presenza!

 

            Infine in 2Corinzi 7:1 dice così: <<Avendo dunque queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito (l'orgoglio è un esempio di contaminazione dello spirito), compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio>>. Questo può essere mal compreso se viene fatto in maniera legalista. Se cerchiamo di realizzare la nostra santificazione per mezzo dei nostri sforzi, non ci riusciremo mai. Quando l'apostolo dice << purifichiamoci da ogni contaminazione… compiendo la nostra santificazione>> vuol dire: una volta che tu hai cominciato a spogliarti della tua vecchia natura, bisogna che arrivi fino in fondo. Non fermarti sul cammino! Bisogna che tu rivesta fino alla fine i nuovi vestiti che Gesù ha tagliato per te, questa nuova natura che esiste già in Lui. Te ne rivestirai fino alla fine.

 

            Questo implica che la nostra crescita spirituale, il nostro cammino per lo spirito, non si fermerà mai, dipenderà dalla nostra sete del Signore e dal nostro desiderio di far morire le azioni del corpo, costantemente, sapendo che queste sono già morte in Cristo, ma che ho bisogno io stesso di farle morire. Ricordiamo che di Gesù è scritto che giunse alla perfezione attraverso le cose che patì. Pur essendo Egli perfetto fin dall'inizio, non aveva ancora manifestato, attraverso i suoi atti, la Sua perfezione. Ci fu bisogno che provasse, attraverso le sue opere e le sue azioni, che la perfezione era in Lui. Provò questo attraverso le opere che compì. In particolare fu nelle sofferenze che subì che la sua perfezione si manifestò veramente, perché è spesso nelle sofferenze che la nostra imperfezione si manifesta meglio. È mettendo in pratica queste cose nella nostra vita, per mezzo della fede in Gesù, che manifesteremo la natura che Dio ci ha donato in Cristo. Tutto per la fede nell'opera di Gesù.

 

            Gesù ha detto: <<Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro. Siate santi come Io sono santo>>. Non si dovrebbe più sentire cristiani dire: "questa perfezione è impossibile da vivere su questa terra, l'avremo nell'aldilà; non è possibile arrivarci". È un linguaggio che dobbiamo sopprimere dalle nostre labbra e dai nostri cuori. Se Gesù ci ha comandato di essere perfetti, vuo dire che è possibile. Ciò è stato realizzato da cristiani come Paolo e da altri che erano semplici discepoli! Gesù vuole realizzarlo in te caro fratello, in te cara sorella in questa vita e adesso. Imprimilo bene nel tuo cuore: Gesù ti comanda di essere perfetto, Egli ha già compiuto ogni cosa affinché tu lo sia. Egli ti fa entrare nella perfezione che Lui ti ha donato, che Lui ha realizzato per te e che Lui ti dona per mezzo della fede.

 

            In conclusione, cosa dobbiamo fare? Io direi che noi dobbiamo:

 

            1. - sviluppare innanzi tutto la nostra vita di preghiera affinché il Signore ci riveli queste cose per mezzo del Suo Spirito, pregando per noi e per i nostri fratelli e sorelle. È ciò che Paolo faceva: <<Io prego costantemente, io piego le ginocchia e domando costantemente al Padre che Egli vi doni uno spirito di rivelazione nella conoscenza affinché i vostri occhi si aprano e vediate brillare lo splendore dell'Evangelo di Cristo>>. Egli prega per gli Efesini, per i Colossesi, costantemente, senza cessare. Il ministero dell'apostolo Paolo è stato un ministero di predicazione della verità, ma che era appoggiato su delle preghiere incessanti. Delle parole che erano appoggiate su delle preghiere incessanti per coloro a cui insegnava la Parola. E noi dobbiamo fare altrettanto. Preghiamo per noi stessi dicendo: "Signore io voglio entrare pienamente nella Tua vittoria, non voglio più vivere una vita di disfatta, voglio entrare nella Tua vittoria". E io non posso entrarci per mezzo della mia volontà personale, posso entrarci solo per mezzo della fede. E la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla Parola di Cristo. Non è semplicemente ascoltare con le orecchie, ma è ascoltare e intendere per mezzo del mio spirito, attraverso l'azione dello Spirito Santo che confermerà la Sua Parola nel mio cuore. "Allora Signore, ti prego, aprimi alla Tua Parola, apri il mio cuore alla Tua Parola, Signore, apri la mia intelligenza spirituale, apri i miei occhi, che io veda brillare le meraviglie della Tua buona novella, del Tuo Evangelo". Costantemente, noi dobbiamo fare questa preghiera e Dio vuole che noi preghiamo così perché vuole esaudirci. Egli vuole rivelarsi, Egli si è rivelato nella creazione. Egli vuole rivelarsi attraverso Suo Figlio, Egli vuole rivelarsi attraverso la Sua Parola, attraverso il Suo Spirito, affinché noi lo vediamo tale e quale Egli è. E vedendolo tale quale Egli è noi saremo cambiati. Se noi lo vediamo tale quale Egli è, noi saremo cambiati. È vedendolo quale Egli è che noi siamo cambiati. Tu sei cambiato solo nella misura della rivelazione che hai di Gesù. Se tu hai solo una piccola rivelazione di Gesù, non avrai che un piccolo cambiamento. Se tu hai una grande rivelazione di Gesù e di ciò che Lui ha fatto, tu avrai un grande cambiamento. E se tu hai una perfetta rivelazione di Gesù, avrai la perfezione manifestata. Alleluia! Noi andiamo di gloria in gloria quando contempliamo il Signore, noi siamo trasformati a Sua immagine di gloria in gloria. È la Parola che lo dice: Noi contempliamo il Signore, e siamo di conseguenza trasformati a Sua immagine di gloria in gloria. Quale importanza è per noi di pregare e passare dei momenti di comunione con Gesù per contemplarLO! Non per mezzo di tecniche di visualizzazione, ma per mezzo della rivelazione dello Spirito Santo. ContemplarLO tale quale Egli è e tale quale Egli è nelle opere che Lui ha compiuto. Questa è dunque la prima cosa da fare.

 

            2. – La seconda cosa è che noi dobbiamo passare innanzi tutto del tempo meditando la Sua Parola, ma meditarla per mezzo dello Spirito Santo, non solo leggendola perché è un buon libro o perché è la Bibbia, ma leggendola come una Parola di Vita che dà la Vita e che dona la Vita eterna, che apre i nostri occhi e dona la fede. Siccome tutto ci è donato attraverso la Parola, se noi passiamo del tempo pregando per avere rivelazione, lo Spirito Santo ci guiderà immediatamente sulla Parola. Ci dirà: "Io mi sono rivelato attraverso la Mia Parola". Lo stesso Gesù si è inchinato davanti alla Parola scritta poiché essa è Spirito e Vita ed è stabilita nei cieli per l'eternità. Mi metterò davanti a Gesù, davanti a quel piccolo versetto che dice: <<Coloro che appartengono a Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze>> (Galati 5:24). Signore io voglio vivere questo! Nient'altro che questo Signore; voglio meditarlo in uno spirito di preghiera e passerò un buon momento davanti a te, in preghiera, affinché tu me lo riveli. Rivelami questa parola! Ma potrei prendere qualsiasi altra parola, ad esempio: <<Egli si è caricato delle nostre malattie e delle nostre infermità, e per le sue lividure siamo stati guariti>> (Is.53:5; Mat.8:17). Signore io sento tutti i sintomi della malattia nel mio corpo, ho bisogno che tu mi riveli questo. Tu me lo rivelerai. E Gesù me lo mostrerà. Non per mezzo di tecniche di visualizzazione. Egli me lo mostrerà per mezzo della fede nella Sua Parola. Egli mi farà vedere Gesù morto nella tomba con tutte le mie malattie e tutte le mie infermità, là nella tomba, in Lui. In Lui e tutta la mia vecchia natura in Lui. Egli me lo mostrerà attraverso una visione celeste, una rivelazione celeste. Non credete che abbiamo bisogno di maggiore rivelazione? Poiché se ho compreso che tutte le mie malattie sono state inghiottite là nella Sua morte e sono rimaste nel fondo della tomba, senza eccezioni (dalla vista debole, ai denti guasti, al fegato malato…) allora tutto è là in fondo, sotterrato nella morte di Gesù e nella Sua resurrezione; Egli mi ha donato una natura perfetta, nuova e mi ha donato la salute per servirLo in attesa della resurrezione dei morti. La malattia è un bel regalo di Satana e non del Signore.

 

            Questa è la cosa più importante da ritenere questa sera: una più grande necessità di pregare il Signore affinché Egli ci doni la rivelazione di tutte queste cose ed una più grande necessità di sviluppare la nostra comunione con il Signore Gesù stesso, col Padre e con lo Spirito Santo. Inoltre abbiamo una maggiore necessità di meditare (nel senso cristiano) la Parola in uno spirito di preghiera, affinché il Signore susciti in me la fede così che io possa vivere ciò che Lui ha compiuto per me. Quando faccio questo, vedo la fede crescere in me e di conseguenza cammino secondo la fede che ho ricevuto.

 

            Ricordate ciò che ha scritto Giacomo: <<La fede senza le opere è morta>> (Giac.2:17). Dunque non dire che hai veramente ricevuto qualche cosa per mezzo della fede se tu non lo vivi nelle tue opere, perché ciò significherebbe che la tua fede è morta. Se per mezzo della fede io faccio morire le azioni del corpo, in quello stesso momento si produce il frutto dello Spirito. E tale frutto si manifesta nelle mie opere. È su questo che noi saremo giudicati, miei cari, non certamente nell'esercizio dei doni spirituali, delle profezie, dei miracoli, del parlare in lingue, delle interpretazioni ecc. ma è nel frutto che porterò per la gloria di Dio, ovvero il frutto dello Spirito Santo nella mia vita. E il Signore vuole che io lo porti per mezzo della fede in Colui che l'ha portato per me, Gesù Cristo. È meraviglioso come programma. E noi che siamo discepoli, dobbiamo incoraggiarci in questa certezza che tutto è già compiuto per noi e che se abbiamo sete del Signore, della Sua Parola e della Sua Presenza, Egli compirà un'opera potente e radicale nelle nostre vite, un'opera che non solo ci cambierà ma che cambierà ogni cosa intorno a noi. Noi diverremo allora delle oasi in questo deserto e vedremo molte anime assetate venire a noi e quando dico a noi, significa che verranno al Signore e non a noi stessi, poiché è l'acqua di Vita che viene dal Signore ciò che li attirerà. Essi verranno a noi poiché Gesù stesso sarà manifestato in noi. A quel punto potremo nutrire delle moltitudini come il Signore ha fatto.

 

            Allora cari passiamo più tempo a pregare il Signore, a meditare la Sua Parola e a sviluppare la nostra comunione con Lui. Io credo che questa sia la chiave del camminare per lo Spirito, poiché ciò sviluppa la fede, sviluppa la Presenza del Signore in noi e fa crescere la luce dello Spirito Santo affinché Egli ci mostri ciò che c'è ancora di carnale. E mostrandomi ciò che è carnale, io mi affretti a sbarazzarmene, poiché amo il Signore. Amen.