A-i001 Abbandono completo e consacrazione a Dio
Nente può introdurre cosi bene la gloria di Dio nella vita dei Suoi figli, quando questi si abbandonano totalmente al Signore. È il mezzo per eccellenza per ottenere tutto ciò che Dio vuole darci. È la strada per giungere alla santificazione, alla guarigione ed al battesimo dello Spirito, per ricevere la potenza di predicare il Vangelo e per imporre le mani agli ammalati, affinché guariscano.
La via per la quale il fuoco divino penetra un'anima passa da un abbandono cosi profondo che le nostre parole non potrebbero esprimere. Non accontentatevi della grazia che vi è stata fatta, ma immergetevi in Dio. Se non arrivate alla santificazione, se non ottenete la vostra guarigione né il vostro battesimo dello Spirito, abbandonatevi allora più profondamente a Dio, fino a giungere ad un abbandono che sia fondato sulla roccia. Queste parole non rinchiudono niente che Dio non tenga a nostra disposizione o che ci rifiuterebbe. Ma sta a noi desiderarlo seriamente, di scavare fino in fondo, e di ottenere un cuore perfettamente onesto agli occhi di Dio. Esistono delle altezze e delle profondità di consacrazione che non abbiamo ancora raggiunto. Se cercate la guarigione per il vostro corpo, abbassatevi davanti al vostro Dio e l'otterrete, appena Egli avrà raggiunto il suo scopo in voi.
Forse hanno già pregato per voi ? Tuttavia, non siete stati guariti ; questo è probabilmente perché Dio vi chiede una consacrazione più profonda. Rimanete nella preghiera e lottate con Dio, come lo fate per la vostra salvezza, la vostra santificazione ed il vostro battesimo dello Spirito. Questa condizione essendo richiesta, otterrete la vostra guarigione.
Sono numerosi quelli che contano sulle preghiere degli altri. Ma se vi aspettate che altri lottino per voi, non raggiungerete mai lo scopo; siete voi stessi a dover perseverare nella preghiera. Ho letto questa testimonianza : "La mia salute era rovinata. Non avevo più che la pelle sulle ossa, quando Dio, l'Onnipotente, mi ha guarito. Non ho recuperato la salute con una semplice preghiera di fede, ma dopo avere deposto la mia vita ai piedi di Gesù ed avergli abbandonato fino alla più piccola briciola di forza che mi restava. Quando ho dedicato tutto al Signore, la guarigione del mio corpo sofferente e rovinato, è avvenuta. Ed io voglio conservarla, perché ho fatto un'alleanza col Dio Onnipotente: ho promesso di dedicargli la mia vita, se mi ridava la salute". Numerosi sono quelli che fanno tali voti, ma che poi non tengono parola. Sappiate che se fate un'alleanza con Dio per dedicargli la vostra vita, non bisogna romperla, altrimenti la malattia ritorna.
Bisogna passare anche da un abbandono completo per consegnare il suo proprio io alla morte. Sebbene salvati, santificati e battezzati dello Spirito Santo, resta ancora una vita dell'io, la propria volontà, che deve essere repressa, spezzata e soggetta. È in questo senso che Paolo scrive : « … disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù » (1 Corinzi 9:27) ; « io muoio ogni giorno » (1 Corinzi 15 :31). Se dunque il grande apostolo Paolo ha dovuto assoggettare il suo corpo, quanto più noi dovremmo farlo ed annientare il proprio io, affinchè possiamo giungere alla prima risurrezione! La nostra anima santificata di cui il proprio io è stato consegnato realmente alla morte, sarà liberata dalla collera e dall'impazienza. Non ci sarà più irritazione quando tutto non va secondo i nostri desideri. Non renderemo più il male a chi ci offende, ma diremo con il Crocifisso : "Padre, perdona loro perché sanno quello che fanno."
Tuttavia, anche quelli che hanno preso la decisione per tendere ad una santificazione totale, e che hanno già raggiunto un grado elevato, scoprono che hanno ancora una propria volontà, il loro proprio io. Per impedirgli di regnare di nuovo, deve essere annientato e tenuto in una sottomissione permanente, in modo che Dio possa esercitare, giorno dopo giorno, la Sua perfetta sovranità nella loro vita. Tale è il lavoro che la grazia fa in profondità; deve progredire finché rimaniamo in questo corpo. È un abbandono profondo al quale giungono pochi cristiani. Quando tutte le cose esterne, amici, possedimenti, focolare e parenti stretti sono stati rimessi al Signore, resta da fare un abbandono ancora più profondo; Dio si aspetta che ciascuno lo faccia. La sua profondità è tale che le parole ci mancano per esprimerlo. Non si tratta delle nostre famiglie, case e proprietà, perché sono l'oggetto di un abbandono esterno. E questo, pochi cristiani lo realizzano. La prova ne è che se Dio mette la mano su queste cose, prima di ottenere la vittoria, debbono prima lottare con loro stessi per consegnargliele. L'abbandono totale ha luogo tra la nostra anima e il nosto Dio. Questo accade nella preghiera segreta, cadendo faccia a terra davanti al Signore, lottando con Dio, fino a consegnare, senza riserva, i nostri pensieri e i nostri desideri. Arriveremo allora al punto in cui non desideremo nient'altro che piacere ed ubbidire al Signore.
Così, siamo interamente disponibili per Dio e separati da tutto ciò che Lui non gradisce. Le opinioni umane – le nostre e quelle degli altri - non c'influenzano più, perché vogliamo vivere unicamente secondo la volontà del nostro Signore. Una simile consacrazione è la via per ottenere la potenza. Tutte le volte che tramite la preghiera ci presentiamo davanti al Signore, nell'attesa di un' effusione particolare su un'attività, o di una potenza particolare per guarire gli ammalati, occorre cominciare a dedicarci noi stessi a Dio, pronti ad accettare di portare ogni peso - anche il più pesante - di cui Lui potrebbe incaricarci, come a Lui piace.
Si obietterà forse che non bisogna chiedere delle prove difficili che, in ogni modo, non mancheranno. Tuttavia, se veniamo a Dio con delle richieste particolari, preghiamo che Egli accenda nella nostra vita il fuoco della prova. Riceveremo il fuoco, ma anche la benedizione. Egli permetterà che la nostra anima conosca la persecuzione e l'opposizione. Lasciamole venire e restiamo fermi. Dio vuole un popolo che non tema le prove – anche le più dure -, un popolo purificato, imbiancato e provato. Siamo chiamati a soffrire con Lui se vogliamo regnare con Lui. Dio cerca dei veri martiri, degli uomini e delle donne che sono decisi a rimanere fermi ed a portare l'obbrobrio del Vangelo. Gesù ci prepara affinché siamo in grado di regnare con Lui nella gloria. « Sappiamo, del resto, che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio » - anche le prove della fornace!
Dio ci chiede di rinnovare le nostre consacrazioni approfondendo quelle che abbiamo potuto fare, forse un anno fà. Scopriremo che ci occorre cadere di nuovo in ginocchio per consacrare più profondamente quello che è stato fatto precedentemente. Dio vuole che ci stacchiamo da ogni cosa, e che tagliamo ogni legame che potrebbe trattenerci. Davanti ad una prova difficile, teniamo duro e approfondiamo la nostra consacrazione. Manteniamo tutto sull'altare. Se desideriamo ottenere ciò che Dio ha di meglio per noi, bisogna mettere il prezzo, Gesù ha sofferto prima di essere glorificato; dobbiamo prendere la stessa strada che Egli ha preso. A meno di soffrire con Lui, non avremo parte al Suo Corpo glorificato.
La Scrittura dice che « la prova della nostra fede è più preziosa dell'oro che perisce » (1 Pi 1:7). L'oro deve passare al crogiolo per essere sciolto. La fornace scalda fino al punto in cui il fonditore vede la sua propria faccia. In voi e in me, Gesù Cristo accende un fuoco fino al momento in cui i suoi occhi abbassati su noi, vedrà la Sua statura. Così, avrà un popolo purificato, imbiancato e provato. Giobbe ha detto : « Ma Egli conosce la strada che io prendo ; se mi provasse, ne uscirei come l'oro » (Giobbe 23:10). Sarà anche necessario che lo scalpello ci venga applicato, qua e là, finché non siamo in grado di trovare il nostro posto nel Tempio della Nuova Gerusalemme. Ricordiamoci che : « Per la costruzione del tempio si usarono pietre già squadrate alla cava ; cosi durante la costruzione del tempio non si udi rumore di martello, di ascia o di altro strumento di ferro » (1 Re 6:7). Gesù Cristo prepara i materiali per la Nuova Gerusalemme che scenderà dal cielo e, se vogliamo essere delle pietre viventi nel Santo Tempio, dobbiamo prima sottometterci allo scalpello.