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Insegnamento biblico - I191 |
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I191 Source de Vie - http://www.sourcedevie.com
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messo sul sito il 17/12/2004
Questo testo è la trascrizione d’un messaggio trasmesso oralmente da Henri VIAUD-MURAT, tramite registrazione su audiocassetta. Per rispettare la spontaneità del contenuto, è stata conservata l’integralità della registrazione orale, salvo alcune minore modifiche che erano necessarie alla comprensione del testo scritto.
Vivere nella presenza dell'Eterno
Dalla riconciliazione al Luogo Santissimo
In tutto l'Evangelo, c'è un principio spirituale costante e capitale per noi Cristiani. È la regola di tutta la Parola del Signore. Questa regola è la seguente: il Signore vuole far passare dalla morte ciò che deve risuscitare. Nasciamo nella carne e quando accettiamo Gesù come Salvatore, il Signore ci trasporta tramite il suo Spirito nei luoghi celesti in Cristo. Affinché la vita spirituale, la vita di Gesù, si manifesti in noi, occorre che tutto ciò che è naturale muoia, altrimenti ci sarà un miscuglio che il Signore non può accettare. Il Signore vuole accoglierci nella Sua presenza, ma Egli vuol vedere la purezza completa davanti a Lui. Egli è la perfetta santità. È santo e vuole accettarci nella santità con Lui. La vita in Cristo, è la perfetta santità, la perfetta purezza del cielo. Quando accettiamo Gesù come Salvatore, lo Spirito Santo viene in noi e cambia completamente la nostra vita per trasportarci in una nuova vita che non conoscevamo prima e che il Signore ci rivela per mezzo del Suo Spirito. Ma è necessario che tutto muoia prima che la vita di risurrezione si manifesti. Una vita di risurrezione non può manifestarsi fintanto che la vita naturale è ancora esistente. Noi riceviamo la vita di risurrezione tramite lo Spirito Santo in noi. Poi il Signore ci lavora attraverso il Suo Spirito, tramite tutte le circostanze della nostra vita, tramite le prove, le difficoltà, per farci comprendere che tutto quello che appartiene al passato, la vita naturale, ereditata da Adamo ed Eva, deve morire.
Il Signore ha da fare con noi perché, in generale, non ha a che fare con un popolo dal collo docile. Sapete quante volte Dio parlò a Israele per dirgli : "Sei un popolo benedetto fra tutti ma hai il collo duro ! " Nel Suo infinito amore, il Signore ha permesso che Israele passi da ogni tipo di prova per spezzare il suo collo duro. È ciò che sta accadendo oggigiorno con il popolo d'Israele: il Signore permetterà che passi attraverso prove per spezzare il suo collo duro e fargli riconoscere il Messia. Vi ricordate il passo in cui Gesù piange su Gerusalemme ? Egli dice che Gerusalemme non ha riconosciuto il tempo in cui è stata visitata e a causa di questo soffrirà, verrà distrutta e non resterà più pietra su pietra. Gesù piange perché Egli sà quello che accadrà. Era venuto per portare la salvezza al Suo popolo, e il Suo popolo L'ha respinto. Non ha riconosciuto il tempo in cui era stato visitato. A causa di questo, verrà la prova. Da questa prova, da questa morte che viene, deve uscirne una risurrezione. Quando il Signore manda una prova, non è per distruggerci ma è per distruggere in noi ciò che deve essere distrutto.
Quando i nostri cuori confidano nell'Eterno, che è un Dio savio, infinitamente buono e santo, che ama i Suoi figli, noi sappiamo che Colui che ha fatto la promessa è fedele e che lavora con tutti i mezzi possibili per attirarci nella Sua presenza e farci comprendere chi Egli è, quello che ha fatto per noi in Cristo. Vuole darci una piena eredità celeste, completa, una magnifica eredità!
Quest'eredità non include solamente la guarigione delle nostre malattie, il parlare in lingue, i doni spirituali, cose che sono buone , che vengono da Dio e che Egli vuole vedere nelle nostre vite. L'eredità celeste, sapete che cos'è ? È Dio stesso che si rivela a noi e che ci introduce nella Sua presenza, nel luogo Santissimo. Che regalo reale ! Noi non meritiamo questo regalo! Vi ricordate che, nel Vecchio Testamento, nessuno poteva entrare nel luogo Santissimo salvo il Sommo Sacerdote, una volta all'anno, e ancora tutto tremante, col sangue dei caproni e dei vitelli. Temeva per la sua vita perché entrava nella presenza di un Dio perfettamente santo. Sapeva benissimo che nessuno poteva stare nella santità di Dio, se non era chiamato da Dio stesso in condizioni molto precise.
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| - Ultimo aggiornamento il 26/06/2006 - |