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Insegnamento biblico - I191


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Vivere nella presenza dell'Eterno

Dalla riconciliazione al Luogo Santissimo


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              Come dicevamo poco fa, quelli che erano lontano, quelli che era vicino, quelli che erano, in ogni caso, antagonisti, nemici, sono stati avvicinati. Formano un solo corpo, grazie al sangue di Cristo. Vedete questi due cherubini in oro : sono rivolti l'uno verso l'altro. In generale, sono spesso gli avversari che sono rivolti l'uno verso l'altro, due lottatori, due pugili e non li vedrete mai lottare schiena contro schiena o in parallelo, sono rivolti l'uno verso l'altro. Di questi nemici, adesso Dio ne ha fatto due esseri perfettamente uniti. Questi due cherubini sono rivolti l'uno verso l'altro ma le loro facce sono volte verso il propiziatorio, essi possono anche rappresentare questa unità celeste che esiste nel cielo, al livello di tutti gli esseri celesti e che deve esistere anche al nostro livello se siamo nello Spirito del Signore. Rappresentano questa unità meravigliosa nella presenza del Signore ; non c'è divisione. Avete due cherubini che sono rivolti l'uno verso l'altro, formano perfettamente un unico corpo, non vi è alcun ombra di animosità tra essi. Sono nella santa presenza di Dio. Sono rivolti l'uno verso l'altro ma i loro sguardi sono volti li dove il sangue è stato versato ed è là che il Signore ci fa penetrare in questa perfetta unità del corpo di Cristo. Quando c'è divisione tra marito e moglie o tra un fratello e una sorella nella chiesa, questo significa che i due non sono al posto dei due cherubini. Se i due ci fossero, sarebbero nell'unità perfetta e nella presenza di Dio. Non sono al posto che Dio chiede loro di occupare.

 

               Occorre dunque che ciascuno esamini se stesso e dica : "Signore, voglio avvicinarmi al Tuo propiziatorio perché il sangue di Gesù mi ha reso propizio agli occhi Tuoi. Voglio avvicinarmi ma nella situazione di questi cherubini, cioè con un cuore purificato nella pienezza della fede nel sangue di Gesù e nella pace che Tu dai. Con mio fratello di fronte a me o mia sorella di fronte a me, so che siamo uno, perché siamo nella stessa posizione davanti a Te. Abbiamo lasciato perdere tutto ciò che è carnale. Abbiamo considerato molto bene la tua Parola che ci dice che tutto questo è stato distrutto dalla morte di Gesù Cristo . Tutto ciò è rimasto nel sepolcro. Quando Gesù è morto, siamo morti con Lui. Tutto quello che è carnale, tutto quello che è del passato, è morto in Cristo, siamo delle nuove creature in Cristo. Tutte le cose vecchie sono passate, ogni cosa è diventata nuova in Cristo ed eccoci, nella Tua presenza. Siamo passati tramite una morte e una vera risurrezione."

 

              A questo punto, c'è l'amore e c'è l'unità. C'è la riconciliazione come Dio la vuole, una riconciliazione che passa da una morte personale dell'uno e dell'altro. Non si tratta di dire all'altro : "Tu non sei morto!" Si tratta di dire : "Io, Signore, devo morire." Mediante questa porta che è Gesù Cristo, niente di impuro può passare. E tutto ciò che è puro c'è dato da Dio, è un dono di Dio. Non abbiamo nessuna scusa se cerchiamo di entrare nel Luogo Santissimo provando a forzare la porta (del resto non ci riusciremmo) mentre viviamo ancora nell'impurità, nel peccato ed in tutte quelle cose che non abbiamo accettato di sistemare.

              

              Tutto è per fede in Cristo. Il Signore ci ama come siamo. Siamo i  Suoi piccoli fanciulli, ma non vuole vederci restare là dove siamo. Se non sono ancora nella Sua presenza nel Luogo Santissimo, Egli opererà nella mia vita con ogni tipo di mezzo, comprese le prove e le difficoltà. Le ha previste nel Suo amore per spezzarmi e permettermi di vedere che c'è ancora un lavoro che deve essere fatto affinché possa vivere nella Sua presenza e restarci.

 

              Quando il tempio di Salomone è stato costruito, il posto dei cherubini è stato cambiato. Leggiamo questo brano in 2 Cronache 5, al versetto 1: « Cosi fu ultimato tutto il lavoro che Salomone fece eseguire per la casa dell'Eterno. » Salomone radunò tutto lo popolo e decise di fare una grande festa per la dedica del tempio. Al versetto 6, è scritto : « Il re Salomone e tutta l'assemblea d'Israele, radunata attorno a lui, si raccolsero davanti all'arca e immolarono una tale quantità de pecore e di buoi che non si potevano né contare né calcolare. I sacerdoti portarono quindi l'arca del patto dell'Eterno al suo posto, nel santuario del tempio, nel luogo santissimo, sotto le ali dei cherubini. Il cherubini infatti stendevano le loro ali sopra il luogo dell'arca e coprivano dall'alto l'arca e le sue stanghe. » Al capitolo 3 e al versetto 11, dettaglia il modo di cui i cherubini erano riposti : « L'apertura alare dei cherubini era di venti cubiti ;  (cioè circa dieci metri di lunghezza) un'ala di un cherubino, lunga cinque cubiti, toccava la parete del tempio, mentre l'altra ala, pure lunga cinque cubiti, toccava l'ala del secondo cherubino. »

 

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- Ultimo aggiornamento il 05/06/2008 -



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