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Insegnamento biblico - I132


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L'amarezza

Le conseguenze gravi e spesso insospettabili dell'amarezza nel cristiano


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            In 1 Pietro 3, al versetto 14, leggiamo "Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi !." Spesso, l'amarezza entra nei nostri cuori quando siamo trattati male. E' in quel momento che Satana interviene. La carne non ama essere trattata ingiustamente. Nel mondo che ci circonda, tutti cercano giustizia : giustizia nel salario, giustizia in questo, giustizia in quello. Quando veniamo al Signore, Egli ci insegna a non fiatare, ma a difenderci con dolcezza. Pietro dice : "se doveste soffrire per la giustizia, beati voi ! Non vi sgomenti la paura che incutono (coloro che vi fanno soffrire ingiustamente) e non vi agitate ; ma glorifiate il Cristo come Signore nei vostri cuori . Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni". Pronti a difenderci, si, ma non con gli artigli tutti estratti. Pietro dice : "essendo sempre pronti a difendervi, con dolcezza, rispetto, e avendo la coscienza pulita affinché quando sparlano di voi, rimangano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo". Il Signore ti dice : « sei stato trattato ingiustamente, sii pronto a difenderti, ma con dolcezza, insegnando e rispettando colui che ti maltratta ». E a volte ci chiederà persino, quando si tratta della condanna a morte finale, come Gesù, di non aprire bocca. Nulla, stati zitto poiché Dio, che vede tutto, ti renderà giustizia un giorno. Non preoccuparti. Tu potrai pregare per coloro che ti maltrattano e ti fanno del male, ma in nessun caso, non lasciare la minima traccia d'amarezza entrare nel tuo cuore. E siamo riconoscienti al Signore di darci lo Spirito Santo per permetterci di renderci conto quando c'è l'amarezza. E quando c'è, questa non si traduce sempre con lamentele, con recriminazioni, con critiche, con tutto ciò che si associa all'amarezza. La capacità di rimproverare e di raddrizzare viene associata alla dolcezza. L'amarezza ci rende incapaci di raddrizzare o di rimproverare. E siccome è una funzione molto importante nel corpo di Cristo, i nostri cuori devono essere pieni di dolcezza, della dolcezza di Gesù…

 

            Dietro l'amarezza c'è l'odio. In Efesini 4, al versetto 1, Paolo dice : "Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta (abbiamo una chiamata tanto elevata, tanto grande, che dobbiamo camminare in modo degno di questa chiamata ; Dio ce ne rende capaci), con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace". Dobbiamo camminare nella pace, l'amore, la dolcezza, l'unità. Ciò che è amaro, ciò che non è dolce, non può essere associato all'umiltà. L'amarezza è associata all'orgoglio. L'amarezza fuoresce sempre da un cuore orgoglioso, perché l'origine è Satana. Non troverete alcuna traccia d'amarezza nel cuore di Gesù perché non vi è orgoglio nel Suo cuore. Non vi è altro che umiltà. Umiltà e dolcezza sono sempre associati. Orgoglio e amarezza sono sempre associati. Lo vediamo qui : « con ogni umiltà e mansuetudine », entrambi i comportamenti sono associati. Per questo Paolo aggiunge un pò più in avanti, in Efesini al capitolo 4 , versetto 30 :  "Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di catteveria !" Un pò di lievito fa sollevare tutta la pasta. Un pò d'amarezza turba tutta la vita cristiana. Qui Paolo associa l'amarezza, l'animosità, la collera, i clamori, le calunnie e tutti i tipi di cattiveria. Infatti, inizia con l'amarezza. In realtà, tutto proviene da questa. Deve scomparire dal mezzo di noi quindi, per primo, dal centro del mio cuore.

 

            In Colossesi 3, al versetto 12 : "Rivestitevi, dunque, come gli eletti di Dio (ci rallegra sapere che siamo eletti di Dio – eletto significa scelto da Dio, che conosce già), santi, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi". Pensate che accada spesso nella nostra vita cristiana di aver motivo di lamentarci di qualcuno ? A me succede tutti i giorni. Costantemente, il Signore lo permette. Avrò spesso motivo di lamentarmi dai cristiani, dalla gente del mondo, del tempo, delle circonstanze... Ma il Signore dice : « Voi siete eletti ». Caro fratello, impara a non lamentarti poiché la lamentela viene dall'amarezza. Non dire più : « Uffa, mi succede ancora questo, e ancora una grana »… Ma dov'è il tuo Dio se parli in questo modo ? E' vivo ! Tiene la nostra vita nelle Sue mani.

 

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- Ultimo aggiornamento il 05/06/2008 -



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