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Insegnamento biblico - I132 |
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L'amarezza
Le conseguenze gravi e spesso insospettabili dell'amarezza nel cristiano
Guardate Giobbe, eccone un altro che è stato messo alla prova da Dio. Giobbe era un uomo perfetto dinanzi a Dio, li mancava un qualcosa, bensì era un uomo integro. Non commetteva peccato. Ma ecco che un giorno gli capitano tutte le sventure. Perde i figli, la fortuna, perde il bestiamo, le mandrie, tutto. E per di più si ritrova con una malattia incurabile laquale lo faceva soffrire enormemente. Il capitolo 7, versetto 11, dice : "Io, perchiò, non terrò chiusa la bocca ; nell'angoscia del mio spirito io parlerò, mi lamenterò nell'amarezza dell'anima mia ." Lamentele e gemiti che escono fuori perchè soffre troppo! E' pieno d'amarezza della sofferenza, della prova. Era difficile ! Una viva afflizione !
Anche Ezechiele ha sofferto molto ! Ha conosciuto la deportazione, la distruzione del suo popolo. Nel libro di Ezechiele, al capitolo 27, versetto 31, egli parla della distruzione di Tiro e dice :"A causa di te si raderanno il capo, si vestiranno di sacchi ; per te piangeranno con amarezza d'animo, con cordoglio amaro." È sempre la stessa cosa, è gente immersa nell'angoscia perchè hanno perso la famiglia o il loro paese o la loro città. Hanno perso tutto, e in questa afflizione, nell'amarezza della loro anima, risentono un'autentica angoscia e piangono.
Quindi è normale provare una grande angoscia ed avere il cuore pieno d'amarezza quando ci ritroviamo in una prova simile. Gesù tornerà per consolare coloro che sono afflitti. Egli ha detto : "Beati gli afflitti poiché saranno consolati." Durante il periodo d'afflizione, può capitare di sentirci pieni di un'amarezza che non deriva dalla cattiveria del nostro cuore, ma che deriva dalla difficoltà della prova. Sono pianti e lamenti che escono fuori dai nostri cuori, poichè la situazione è difficile da sopportare e abbiamo bisogno di soccorso da parte del Signore per essere consolati. Dio è il gran Consolatore. Quando Dio entra nella nostra vita e ci vede in questo tipo di amarezza, il desiderio del Suo cuore, è quello di portarci alla consolazione come ha fatto con tutti coloro che ho citato prima . Rut, Anna, Geremia, Giobbe, Ezechiele hanno sofferto, ma ad un certo punto, nel più profondo delle loro sofferenze, il Signore è venuto incontro a loro e ha finito per dar loro consolazione. Dando loro consolazione, Egli ha tolto l'amarezza dal loro cuore, trasformandola in gioia. Questo è lo scopo del Signore. Non dobbiamo mai dimenticare, cari fratelli e sorelle, che quando attraversiamo una prova, questa è permessa da Dio. Possiamo ritrovarci nell'amarezza della prova, ma non dobbiamomai dimenticare che per il Signore non è mai la destinazione finale. Non dobbiamo rimanere definitivamente nell'amarezza della sofferenza. Dio ha promesso di consolarci. Giobbe disse : "Egli mi può distruggere, posso morire e posso essere consumato dalla malattia, ma so che i miei occhi vedranno il mio Salvatore. So che un giorno, i miei occhio Lo vedranno." Malgrado tutte le prove, Giobbe aveva questa reazione di fede nella sua sofferenza e nella difficoltà. Questo gli permise di dire : "Mantengo la fiducia in Dio, non capisco cosa mi sta accadendo, ma ho fiducia nel mio Dio. Lui me ne tirerà fuori e mi farà conoscere la gioia. Dopo l'amarezza, conoscerò la dolcezza della consolazione del Signore". Quindi non giudichiamo coloro che si trovano nella sofferenza e nell'afflizione, poiché il Signore ci dice di piangere con coloro che piangono e di partecipare alle loro sofferenze. Dobbiamo circondarli con tanto affetto, come il Signore fa con noi.
In Proverbi 17:25, leggiamo : "Un figlio stolto fa l'amarezza di sua madre." Ancora una grande sofferenza ! È un gran dolore per i genitori vedere i figli prendere la cattiva strada. Ma che gioia al momento della consolazione, quando li vediamo voltarsi verso il Signore. Che gioia nel cuore !
Dunque, riguardo questa prima amarezza, non direi sia buona, perché è amara, ma diciamo che non ha connotazione cattive nel senso che non proviene da un cattivo cuore. È semplicemente la prova che ci cade addosso.
Mentre c'è una seconda amarezza, ed è su quest'ultima che voglio insistere di più. Perché questa è l'amarezza la più pericolosa e provoca conseguenze più catastrofiche. È un'amarezza che deriva da un cuore pieno d'animosità, di cattiveria e di acredine. Un cuore che tenta di ferire; un cuore che forse è stato ferito da qualcosa che gli è accaduto e per questo ha lasciato una cattiva amarezza entrare nel suo cuore, e questa amarezza è riuscita dalla bocca attraverso il comportamento. Infatti, non è una cosa buona, è una cattiva amarezza che tenterà di vendicarsi, di ferire, di far del male. E' una cattiva fonte che esce dal cuore. Il Signore ci dice che tutto ciò che esce dalla nostra bocca viene prima dal dentro. Se il cuore è buono, ciò che uscirà dalla bocca sarà buono.
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| - Ultimo aggiornamento il 05/06/2008 - |